Casati e Coletta

E’ stato fatto il punto sui contagi, l’organizzazione della rete ospedaliera, la diagnostica, la scuola e la risposta alle misure restrittive adottate sul territorio. Di tutto questo si è parlato il 9 novembre, in una conferenza dei sindaci convocata dal primo cittadino Damiano Coletta alla presenza del direttore generale della Asl Giorgio Casati. Ha spiegato Coletta: “Sentivamo l’esigenza di un confronto anche per avere chiarimenti sul trend dei contagi in provincia dopo le misure restrittive iniziate il 23 settembre, per capire se c’è stata una risposta efficace in termini di contrazione del numero dei contagiati”. Il quadro generale lo ha fornitpo il dg dell’azienda sanitaria locale Casati: “A Latina registriamo contagi che hanno un incremento lineare tendente al plateau ma non esponenziale come in altre province e questo va ricondotto alle misure prese in ambito provinciale a settembre. Abbiamo goduto di qualche giorno di vantaggio“. La prova è data dai numeri; la prevalenza in provincia è di 92,78 casi per 10mila abitanti. Nel resto della regione Rieti ha 96, Roma 111,68, Frosinone 132, Viterbo 155,58, mentre una provincia come quella di Caserta 168 circa: “La provincia di Latina è una sorta di isola in cui le cose stanno andando meglio ma la situazione non è certo facile. I casi continuano ad aumentare nonostante le misure, perché siamo comunque in un sistema aperto. Se ci fosse un lockdown vedremo progressivamente diminuire la curva. Lavorare in un sistema aperto vuol dire invece che chiunque è un soggetto potenzialmente portatore o infettabile. Il virus viaggia con le persone e più le persone viaggiano più c’è il rischio di contagi. Il senso delle misure adottate al livello regionale e poi nazionale è infatti di ridurre spostamenti non indispensabili nella vita delle persone, pur nella consapevolezza che anche le relazioni sociali sono impotanti nella vita delle persone. Putroppo siamo stati oggetto in questi ultimi 10-15 giorni di contagi che hanno interessato intere strutture, come la casa di riposo di Itri e la Rsa di Cori”. Un altro aspetto è poi legato al fatto che il territorio, così come il resto del Paese, è colpito da un numero importante di piccoli focolai legati a gruppi familiari in cui non sempre è possibile identificare il paziente 0: “Spesso questi soggetti hanno acquisito l’infezione in modo inconsapevole e non sono in grado di capire dove l’hanno contratta”. Un’altra criticità sollevata da Giorgio Casati è relativa proprio alle operazioni di contact tracing: Ho appreso con favore la disponibilità dei sindaci a collaborare, nei limiti della privacy ma introducendo nuove figure che possano affiancare l’attività della Asl. Vi dico con franchezza che per un buon contact tracing su un unico positivo ci vogliono 12 ore, capite bene che i numeri non ce lo consentono“. Prima di vedere gli impatti dell’ultimo Dpcm secondo il direttore generale della Asl si dovranno attendere ancora due o tre settinane. Ma purtroppo il dato certo è che le misure spesso non vengono seguite: “Ho segnalazione di locali che restano aperti oltre l’orario consentito, di giovani che si aggregano liberamente come fanno normalmente i giovani. Ma questo non fa che perpetuare il meccanismo dell’infezione. La speranza è che il 98% delle persone le rispettino. E’ chiaro che le restrizioni funzionano se vengono rispettate”. Infine, la scuole e la situazione negli ospedali: se da una parte la Asl sta lavorando sulla telemedicina, dall’altra c’è ancora un numero elevato di persone che arrivano in pronto soccorso e che potrebbe essere evitato. Un esempio è dato dalla telemetria applicata nei pazienti ospiti di Rsa e case di riposo: “In questi casi si facilita la riduzione degli invii in pronto soccorso evitando agli anziani di subire stress importanti e lunghe attese. Quando il ricovero non si rileva necessaria abbiamo potuto constatare che è meglio seguire i pazienti in telemetria“. Un aspetto importate sottolineato dal dg della Asl è dato dal fatto che sul territorio risultano contagiati 90 operatori del sistema sanitario, compresi gli amministrativi.: “Un numero importante che però è determinato da contagi che avvengono soprattutto al di fuori del contesto lavorativo. Sulle scuole infine, dall’inizio dell’anno scolastico, in meno di due mesi, sono state chiuse in provincia 450 classi”.

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