È possibile dialogare con questi folli personaggi?

bambino375GFM106_FRA_47385424_300Sta diventando quasi stucchevole parlarne; considerando che i media stanno sdoganando il falso secondo cui due uomini possono avere un figlio (tacendo quindi che lo hanno comprato e che, volenti o no, sempre tramite una donna devono passare, sia che sia una schiava che una complice) e considerando che le lobby economicamente più potenti stanno calando i loro carichi per vincere questa battaglia. Oltre che stucchevole viene il sospetto sia inutile. Forse un po’ per non rassegnarsi del tutto, forse un po’ per lasciare ai posteri la certezza che qualche residuo di umanità in questa epoca folle c’era, ecco allora che se ne continua e se ne continuerà a parlare. Ecco le ultime frontiere del progresso: “Nasce nella Repubblica Ceca da un utero in affitto. Ma soffre di gravi malattie ereditarie, e per questo nessuno lo vuole: né i “genitori” che l’hanno “commissionato”, né la madre che l’ha partorito. Così, per un bimbo di un anno si sono aperte le porte dell’orfanotrofio.” [Fonte: Avvenire] La cosa si commenterebbe da sola, ma così non è. Sia perché i suddetti media tacciono di questi obbrobri, sia perché c’è chi crede, convinto, che tutto questo sia un bene. C’è poco, probabilmente, da dire. Cosa dire a chi crede che la vita sia tale solo se sana, con il portafoglio pieno e con un’erezione costante (se fornito di tale possibilità, parlare di uomo non si può) o con un seno abbondante? Si può dialogare con costoro? Su quali basi porre la questione? C’è solo un piccolo, marginale, aspetto di questa vomitevole e vile vicenda che strappa un sorriso: quello di chi sa ancora notare la folle ipocrisia di queste ideologie. I progressisti di oggi, che domani saranno già retrogradi, sono favorevoli alle adozioni alle coppie omosessuali: uno dei tanti cavalli di battaglia è quello dello svuotare gli orfanotrofi e donare amore a chi non ce l’ha. Questi sono però gli stessi protagonisti di questa storia che manda in un orfanotrofio un bambino solo perché malato e non corrispondenti alle caratteristiche del genitore ricco 1 e del genitore ricchissimo 2. Hanno reso la vita un prodotto, un mercato e su questa vita, anche la nostra, speculeranno. E il peggio, ricordiamolo, deve ancora venire.

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