E’ morto Michele Forte, già senatore della Repubblica Italiana e già segretario politico provinciale dell’UdC di Latina

Camera ardente del Comune di Formia
Camera ardente del Comune di Formia
Comune di Formia
Comune di Formia
Ingresso Municipio per la camera ardente di Miche Forte
Ingresso Municipio per la camera ardente di Miche Forte
Camera ardente
Camera ardente
Michele Forte
Michele Forte

Sono quelle notizie che uno farebbe a meno di scriverle e di pubblicarle, ma purtroppo non se ne può fare a meno in questo caso. Michele Forte, già senatore della Repubblica Italiana, più volte sindaco della città di Formia e anche già segretario politico provinciale dell’UdC è morto nella mattinata del 29 settembre, giorno del suo onomastico, mentre si stava recando ad un controllo all’Ospedale Dono Svizzero di Formia in seguito ad una crisi respiratoria che lo aveva colto all’alba. La moglie lo stava accompagnando all’ospedale ma durante il tragitto il colpo fatale che lo ha portato alla morte. Forte era nato 78 anni fa e aveva iniziato la sua attività politica verso la fine degli anni settanta nelle file della Democrazia Cristiana, poi scioltasi per le note vicende di Tangentopoli partecipando nel 1994 alla fondazione del Centro Cristiano Democratico, per il quale ha rivestito la carica di segretario provinciale. Dal 2002 è passato all’UDC, del quale è stato ancora segretario provinciale..E’ stato sindaco di Formia dal 1985 al 1992 e dal 2008 al 2013. Dal 1999 al 2014 è stato presidente del Consiglio provinciale di Latina. E dal 2001 eletto senatore nella XIV e XV legislatura. Recentemente era uscito dall’Udc per aderire al movimento con Casini “Centristi per il no”. La notizia è circolata immediatamente e ha destato profonda sorpresa anche perché fino a ieri Michele Forte aveva lavorato normalmente ed era in buona salute, l’altro giorno aveva partecipato al Consiglio provinciale a Latina. Messaggi di cordoglio stanno arrivando in queste ore alla famiglia. Così Sandro Bartolomeo, attuale sindaco di Formia e suo avversario storico in politica, aveva postato su Facebook:  “Con la scomparsa di Michele Forte Formia perde un suo autorevole esponente politico , Sindaco della città per quattro volte . Martedì mattina ci eravamo incontrati in Provincia, insieme al Presidente Della Penna e mi sembrava in ottima salute, sereno come non mai. Qualche giorno fa ci eravamo visti in Comune , mi aveva parlato del Referendum e della sua intenzione di votare sì ( intenzione poi esplicitata in un comunicato stampa ). Siamo stati avversari in politica , abbiamo polemizzato in modo anche aspro, senza mai perdere di vista il rispetto reciproco . Stamane sul presto quando il dott. La Mura mi ha chiamato per comunicarmi la brutta notizia, ho ripercorso come in un flash trenta anni di lotta politica . Michele è’ stato un uomo politico vero , come ce ne sono pochi in circolazione . Se la famiglia lo vorrà , lo ospiteremo per l’ultima volta nella sala Ribaud del Palazzo Comunale.”
Anche il sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano ha voluto esprimere il suo cordoglio personale riguardo il decesso di Michele Forte: “Certo, mi dispiace molto, con il senatore Forte ho avuto tanti momenti di condivisione, tra l’altro il suo partito mi ha sostenuto nella campagna elettorale 2012, lo ricordo con piacere perché era una persona leale e corretta, che ha fatto le sue battaglie, ma sapeva rispettare le regole, sapeva rispettare i patti, è questo purtroppo non è della politica di ora. Quindi rimarrà sicuramente nel mio cuore per sempre. Ovviamente un abbraccio e condoglianze alla moglie e alla famiglia, i figli, a tutti coloro che rientrano nella loro unità familiare.” La famiglia intanto ha comunicato che i funerali si svolgeranno nel pomeriggio del 30 settembre nella Parrocchia di Maria Immacolata – Villaggio Don Bosco di Formia alle 15,30, mentre è stata allestita in queste ore la camera ardente al Comune nella sala consiliare Ernesto Ribaud per l’ultimo saluto di cittadini ed istituzione a questo uomo politico. E mi piace ricordare in questa occasione la lettera che ha scritto al segretario dell’UdC Cesa, che forse lo stesso Forte aveva avuto anche il presentimento di una battaglia che non avrebbe portato, poi rivelatasi esatta, avanti. Riporto qui la lettera per intero, che può essere considerato come il suo testamento politico: Caro Lorenzo dopo una lunga e attenta riflessione sono giunto alla decisione di lasciare tutti gli incarichi che ricopro nell’UDC. Si tratta di una scelta sofferta, perché ho sempre considerato questo partito non solo come luogo di ideali e di azione politica, ma anche come una comunità di amici, specie per chi come me è stato tra coloro che hanno contribuito a fondare prima il CCD e poi l’UDC, condividendone in questi ultimi 20 anni il destino nella buona e nella cattiva sorte, e avendo avuto il privilegio e l’onere di rappresentarlo per due legislature nel Senato della Repubblica. Ma è una decisione altrettanto convinta: la gestione dell’ultimo Congresso e la successiva linea politica mi hanno portato ad esprimere tutte le mie perplessità nelle opportune sedi, senza che trapelassero all’esterno per non mettere il partito in ulteriore difficoltà. Ma la scelta dell’Udc di schierarsi per il No al referendum costituzionale mi ha definitivamente convinto del fatto che non ci fossero più i presupposti per condividere un percorso comune. Nel corso di questa legislatura abbiamo sostenuto prima il Governo Letta, poi quello Renzi, sempre con l’obiettivo di contribuire a determinare quelle riforme che avrebbero messo Parlamento e Governo nelle condizioni di operare con incisività e rapidità, attraverso il superamento del bicameralismo paritario, un fardello che continua a condizionare pesantemente le capacità decisionali del nostro Paese. D’altronde, queste battaglie hanno sempre visto in prima fila l’Udc, sia alla fine del 2006 quando insieme ai partiti della Casa delle libertà proponemmo una revisione costituzionale, sia nel corso di questa legislatura. Non si tratta infatti di una riforma di Renzi né del Pd, ma di una proposta di aggiornamento istituzionale che aneliamo da anni e che vede accolte molte delle nostre storiche battaglie. Abbiamo contribuito a scrivere l’attuale riforma costituzionale e conseguentemente votato a favore in ben sei passaggi parlamentari. Credo che questo percorso non si possa disconoscere proprio adesso, alla vigilia del referendum. Per ragioni di coerenza parlamentare, ideale e politica, e nella convinzione che rappresenti una straordinaria occasione di modernizzazione per l’Italia, esprimerò tutto il mio impegno a favore del Sì. In questo senso l’iniziativa “Centristi per il Sì”, che vede associazioni, esponenti e parlamentari e militanti di centro a sostegno della riforma costituzionale, va esattamente in questa direzione. A questo progetto offrirò il mio convinto contributo”.

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