Abel-AzconaIn questi tempi di psicosi collettiva per il terrorismo e tutto ciò che su di esso si dice in merito al legame con le religioni, accade un fatto. Questo: “Abel Azcona ha 27 anni ed è originario di Pamplona. Si definisce un artista «multidisciplinare», specializzato nella cosiddetta «arte d’azione». Nessuno ha mai sentito parlare di lui e probabilmente nessuno ne sentirebbe mai parlare. Forse anche per questo ricerca spasmodicamente la provocazione sopra le righe, l’eccesso smodato, la trasgressione urlata, superando non più soltanto il limite della decenza (non parliamo di buon gusto…), bensì anche quello del rispetto del sacro. Per questo si è preso la briga di recarsi in diverse chiese di Pamplona e Madrid durante la S. Messa, fingere di comunicarsi e trafugare l’Ostia consacrata. Questo per ben 242 volte. Poi ha usato le particole per comporre con esse, dopo averle gettate a terra, la parola «pedofilia».” [fonte: corrispondenzaromana.it] Ovviamente trattandosi di cristiani si chiama arte; se si fosse trattato di ebrei si sarebbe organizzata una manifestazione di solidarietà, se si fosse trattato di musulmani si sarebbe corsi a implorare pietà nel timore di rimanere senza corpo (o senza testa) o di saltare in aria da un momento all’altro. Se si fosse trattato di chiunque altro il Presidente della Camera italiano avrebbe avuto certamente qualcosa da dire. Ironia (nemmeno troppa a dire il vero) a parte, questi sono i due pesi e le due misure. E questa è la prima considerazione, che è un dato di fatto incontrovertibile. La seconda considerazione è squisitamente interna al mondo cattolico, specie clericale: possibile che non si possa fare niente per evitare che un individuo, in chiese diverse, finga di comunicarsi e trafughi per ben 242 volte (242!) l’Ostia consacrata? La domanda, ovviamente, o avrà risposte ideologiche (e quindi ridicole) o resterà inascoltata (magari per le stesse motivazioni ideologiche).

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