Donna rumena ha circuito e derubato un’automobilista a Formia: arrestata dalla Polizia

Commissariato P.S. di Formia

Una donna di origini rumene è riuscita a chiedere ed ottenere un passaggio da un automobilista, ma appena dopo qualche chilometro lo ha circuito, offrendogli anche prestazioni sessuali e alla fine lo ha derubato ma è stata arrestata a Formia dalla polizia insieme agli agenti della municipale.  Gli uomini del locale Commissariato sono intervenuti in seguito alla segnalazione da parte della vittima che ha raccontato di aver subìto un furto da parte di una donna alla quale aveva dato un passaggio. La ladra in gonnella è stata bloccata dagli agenti durante un maldestro tentativo di fuga. Recuperati anche gli oggetti appena rubati, successivamente restituiti all’avente diritto. Secondo quanto è stato ricostruito dalla Polizia, la donna, con precedenti penali e numerosi provvedimenti di divieto di ritorno nei vari comuni del territorio nazionale e del sud pontino, dopo aver individuato la vittima si è avvicinata raccontando di essere in difficoltà economica e chiedendo di essere accompagnata alla fermata dell’autobus di piazza Mattei. Una volta salita a bordo dell’auto ha finto di essere intenzionata ad avere degli approcci sessuali, toccando l’uomo nelle parti intime, dichiarandosi disponibile anche a consumare un rapporto sessuale previo il pagamento di 10 euro. Nonostante la ritrosia dell’uomo, con enorme scaltrezza è riuscita ad impossessarsi della catenina d’oro che portava al collo e dei soldi che aveva nella tasca dei pantaloni, circa 180 euro. Su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura di Cassino, la donna è stata arrestata per furto aggravato è stata trattenuta nelle camere di sicurezza in attesa di essere giudicata con rito per direttissima.  Nel corso dei predisposti servizi di prevenzione, si è proceduto anche al rimpatrio con foglio di via obbligatorio, di altre due cittadine romene, come ha spiegato la Questura di Latina:  “Indagini sono in corso dirette ad accertare la correità delle donne, non escludendo che le stesse possano rientrare a far parte di un sodalizio criminale dedito alla perpetrazione di reati contro il patrimonio e la persona”.

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