Hotel Ganimede di Sperlonga

A quasi quattro anni di distanza il Tribunale di Latina ha dissequestrato l’hotel Ganimede di Sperlonga. Il provvedimento porta la firma del giudice monocratico Fabio Velardi  che ha disposto la restituzione del complesso alberghiero ai proprietari, che sono il sindaco di Sperlonga Armando Cusani e il suo vice Francescantonio Faiola, soci ciascuno con il 50% delle quote della società ‘Resort & Hotel Sperlonga srl’ e a Antonio Pignataro, amministratore unico della società. L’albergo, del valore di tre milioni di euro, era stato sequestrato il 31 maggio del 2017 su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Miliano per una serie di presunte irregolarità relative ad aumenti di volumetrie e alla realizzazione della struttura ricettiva nell’ambito del Piano Integrato che prevedeva opere di pubblico interesse. Il giudice Giuseppe Cario aveva apposto i sigilli “in ragione della pluralità di interventi che, nell’arco temporale compreso tra il 2008 ed il 2014, ne hanno complessivamente ampliato la volumetria in contrasto con le previsioni del piano regolatore generale comunale”. La struttura era stata  affidata in custodia giudiziaria senza facoltà d’uso all’amministratore unico della società. Nove sono gli indagati: oltre a Cusani, Faiola e Pignataro ci sono i tecnici progettisti Luca Conte ed Antonio Camerota; Antonio Faiola, responsabile pro tempore del settore urbanistico del Comune e firmatario del permesso a costruire con cui nel 2008 veniva autorizzata l’edificazione della struttura ricettiva; Massimo Pacini, suo successore e firmatario di un’autorizzazione paesaggistica e due funzionari della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, l’ex sindaco di Campodimele Francesco Paolo Zannella e il capitolino Giorgio Palandri, firmatari della autorizzazione paesaggistica risalente al 2014. Il 9 febbraio il Tribunale ha accolto l’istanza di dissequestro presentata dagli avvocati Luigi Panella e Vincenzo Macari  nonostante il parere contrario espresso dal pubblico ministero.

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