Disastro aereo in Etiopia: otto italiani morti, quattro erano laziali

Morti italiani nel disastro aereo in Etiopia

E’ una linea aerea di bandiera seria, con aereo moderni, ma se un aereo deve cadere cade. Ale 8,44 del 10 marzo (ora locale) un aereo di linea dell’Ethiopian Airlines, è precipitato sei minuti dopo il decollo a una cinquantina di chilometri a sud della capitale etiope, vicino alla località di Bishoftu. Le 157 persone a bordo, 149 passeggeri e 8 membri dell’equipaggio, erano di differenti nazionalità. Otto di questi passeggeri erano italiani, e quattro erano laziali: tre di Roma e una ragazza di Cisterna, e andiamo a vedere di chi si tratta. Ha scritto su Twitter il premier Giuseppe Conte: “Oggi è un giorno di dolore. Nell’aereo della Ethiopian Airlines precipitato dopo il decollo da Addis Abeba vi erano anche nostri connazionali. Ci stringiamo tutti ai familiari delle vittime rivolgendo loro i nostri partecipi, commossi pensieri.” Nella lista dei passeggeri c’era Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale e assessore ai Beni Culturali della Regione Sicilia. Tusa era diretto in Kenya, per un progetto dell’Unesco, dove era già stato a Natale insieme con la moglie, Valeria Li Vigni, direttrice del Museo d’Arte contemporanea di Palazzo Riso a Palermo. Questo è stato  il messaggio di cordoglio del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci: “Ho appena ricevuto la conferma ufficiale dell’Unità di crisi del ministero degli Esteri: l’assessore Sebastiano Tusa era sull’aereo precipitato in Etiopia. Sono distrutto. E’ una tragedia terribile, alla quale non riesco ancora a credere: rimango ammutolito. Perdo un amico, un lavoratore instancabile, un assessore di grande capacità ed equilibrio, che stava andando in Kenya per lavoro. Un uomo onesto e perbene, che amava la Sicilia come pochi. Un indimenticabile protagonista delle migliori politiche culturali dell’Isola“,  Anche una coppia di Arezzo e un uomo di Bergamo tra le otto vittime italiane del disastro aereo del volo Rt 302 dell’Ethiopian Airlines. Si tratta di tre volontari della Africa Tremila Onlus di Bergamo, che si occupa di programmi umanitari: il presidente Carlo Spini, la moglie Gabriella Vigiani, e il tesoriere Matteo Ravasio. I primi due abitano ad Arezzo; il terzo, un commercialista, sarebbe residente a Bergamo. Spini e la moglie sono due cittadini di Sansepolcro, in provincia di Arezzo. Lui medico in pensione dall’ospedale di San Sepolcro, lei infermiera. Lo ha confermato all’Adnkronos il sindaco, Mauro Cornioli: “Carlo Spini  era una persona bellissima che ha lavorato anni nel nostro ospedale. In pensione aveva intensificato il suo amore per l’Africa e con la moglie Gabriella aveva trasmesso alla comunità la sua passione. Da oltre 10 anni la coppia collaborava con la onlus bergamasca in cui sono coinvolti tanti medici ed infermieri della nostra zona: si tratta di un mondo che avevano stimolato e coinvolto loro. Erano trascinatori, grandi trascinatori”. Sull’aereo c’era anche Paolo Dieci, romano, presidente del Cisp, il Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli. Il Cisp annuncia “con immenso dolore la perdita di Paolo Dieci, uno dei suoi fondatori, uno dei suoi più appassionati soci e più competenti cooperanti, il suo Presidente. Il nostro meraviglioso amico. Il mondo della cooperazione internazionale perde uno dei suoi più brillanti esponenti e la società civile italiana tutta perde un prezioso punto di riferimento. La visione di una società più giusta, coesa, egualitaria, che ha guidato Paolo nel suo impegno in Italia e nel mondo continuerà a guidare il nostro lavoro. Ci stringiamo attorno alla moglie, ai figli e alla famiglia tutta di Paolo”. Le altre vittime italiane sono le romane Maria Pilar Buzzetti e Virginia Chimenti (funzionaria Nazioni Unite World Food Programme) e Rosemary Mumbi. Tra le vittime c’è anche Joana Toule, una giovane donna inglese che venerdì scorso ha festeggiato il suo compleanno a Roma, dove viveva dall’agosto scorso. Toule lavorava alla Fao nel settore Pesca, e il suo viaggio a Nairobi era legato a un impegno professionale. La Farnesina, che ha attivato l’unità di crisi, ha fatto sapere di essere già in stretto contatto con le famiglie per fornire la massima assistenza.

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