I DINOSAURI SCOMPARVERO A CAUSA DI UNA METEORITE DI DIECI KM

imgres66 milioni di anni fa un gigantesco asteroide si infranse sul golfo del Messico provocando la fine dei dinosauri, oggi la scienza torna sul luogo dell’incidente con una piattaforma attrezzata e un team di ricercatori per cercare di perforare il fondale e raccogliere campioni del cratere sommerso. Il cratere denominato Chicxulub , sepolto sotto un chilometro di sedimenti, presenta nel suo diametro principale una distanza di 180 chilometri, a produrlo si calcola sia stato un asteroide del diametro di almeno 10 chilometri. L’obiettivo della trivellazione è di ricostruire in modo sistematico la dinamica e gli effetti dell’impatto catastrofico che perforò la superficie fino a 20-30 chilometri di profondità, facendo fondere le rocce, scagliandole in aria fino all’altezza di 10 chilometri. Lo stesso asteroide che creò il cratere Chicxulub (in parte nascosto sotto la penisola dello Yucatan, nel Golfo del Messico) cancellò definitivamente i dinosauri, i più possenti animali di quell’epoca, dalla faccia della terra. L’ impatto fatale sviluppò un’energia di un miliardo di megatoni di tritolo e l’urto esplosivo, liberò quantità enormi di carbonio e azoto che combinandosi con l’ossigeno e altri gas, produssero copiose piogge acide e densi strati di anidride carbonica che si tradussero in un imponente effetto serra. In un primo tempo la temperatura salì ovunque a livelli altissimi, in seguito al periodo di calore subentrò un lunghissimo inverno, senza sole le piante scomparvero rapidamente seguite dagli erbivori e dai carnivori e a seguito di questo stravolgimento, i grandi dinosauri si estinsero, tra questi Tito l’ultimo titanosauro (si trattava degli animali più grandi mai vissuti sul pianeta). Questo quadrupede erbivoro dal collo molto lungo, che usava la coda per sollevarsi e brucare la parte più alta degli alberi è stato accertato che visse 122 milioni di anni fa sui monti Prenestini, vicino Roma, dove sono stati trovati i suoi resti, una vertebra e due frammenti del bacino, che sono poi stati studiati al Museo di storia naturale di Milano. A sopravvivere a quel tremendo impatto, furono soltanto specie di animali molto piccoli e piante in grado di riprodursi anche alle condizioni più estreme. Si lavorerà giorno e notte per due mesi, per scavare un pozzo profondo 1500 metri, i ricercatori vogliono anche verificare se vi siano tracce di microrganismi che ancora potrebbero risiedere nei nostri giorni, sulla terra ci sono stati impatti anche più grandi del cratere sommerso Chicxulub, e si pensa che la vita abbia avuto origine proprio da crateri simil.
Rino R. Sortino.

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