Differenze fra allergie e intolleranze alimentari

Nel nostro Paese si distinguono due differenti patologie, le allergie alimentari (che sono più di due milioni) e le intolleranze alimentari ( che sono in misura superiore rispetto alle altre patologie): le più frequenti allergie riguardano la mela, la fragola, il Kiwi, l’ananas, la frutta secca con guscio, il pomodoro, i crostacei, il cacao e l’uovo, le più diffuse intolleranze alimentari sono quelle al glutine, al latte e agli altri prodotti vaccini. Le allergie sono caratterizzate da una reazione forte e immediata del sistema immunitario, basta ingerire pochissime quantità dell’elemento incriminato, perché si scateni una reazione acuta, da orticaria, prurito eczema congestione nasale, gonfiore alle labbra, formicolio e svenimento, fino allo shock anafilattico. Le intolleranze invece, presentano sintomi meno intensi e si manifestano anche a distanza di tempo per una sorta di legge dell’accumulo, a forza di ingerire un determinato alimento critico si può diventare intolleranti. Il latte è spesso causa di intolleranza e allergia a causa della difficoltà di digerire e assorbire il lattosio, uno zucchero, il nostro organismo pertanto, necessita dell’enzima lattasi, ma questa sostanza prodotta dai neonati, decresce dopo i cinque anni d’età, pertanto per la quasi totalità degli adulti si può ipotizzare questa problematica. La celiachia (una malattia infiammatoria scatenata dal glutine, una composizione che si trova nei cereali) è l’intolleranza alimentare più diffusa al mondo, ma si può curare a tavola, eliminando rigorosamente tutti gli alimenti contenenti glutine, pertanto sono da evitare grano, segale, orzo, farro, Kamut, e di conseguenza tra gli alimenti più importanti è necessario fare a meno di pasta, pizza, pane, snack, biscotti. La sensibilità al glutine è una malattia di recente scoperta e interessa una buona parte della popolazione occidentale, che soffre di disturbi riconducibili al glutine, nonostante risulti negativa ai test per la celiachia. Questa sindrome, che provoca disturbi gastrointestinali e sintomi extraintestinali, a differenza della celiachia non causa reazioni immediate e aggressive, ma induce conseguenze antinfiammatorie intestinali in grado di provocare sintomi localizzati e generali. Normalmente quando le cause di queste patologie sono incerte, le loro origini potrebbero rivelarsi negli additivi alimentari (nemici invisibili sotto forma di conservanti e aromi) che accumulandosi negli anni nell’organismo, possono interferire con il sistema immunitario attraverso la produzione di anticorpi e favorire l’insorgenza di allergie.
Rino R. Sortino

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