Detenuto straniero scappa da Poggioreale: è la prima volta da 100 anni

Robert Lisowski

E’ la prima volta dopo 100 anni che un detenuto evade dal carcere di Poggioreale con una fuga studiata a lungo. L’evasione di Robert Lisowski32enne polacco, dal carcere napoletano fa ormai parlare da un paio di giorni: secondo Aldo Di Giacomo, segretario nazionale del SPP, il Sindacato Polizia Penitenziaria, è stato un piano ben ingegnato,visto che il detenuto si è calato con la fune di lenzuola dal muro di cinta: “Deve aver studiato a lungo, a tavolino, gli orari di servizio, i turni e ha approfittato degli spazi e della mancanza di controllo per calarsi con la fune di lenzuola che aveva realizzato.”Di Giacomo ha parlato all’esterno del carcere in una conferenza stampa. Deve esserci stata “una mega falla”, a suo avviso, nel sistema di controllo, che non riguarda “che non si verifica solo qui, ma in molte carceri perché l’assenza di sentinelle e sistemi elettronici di controllo che non funzionano sono un problema generale.” Lo stesso Di Giacomo ha tenuto a precisare che “nel carcere di Poggioreale non funzionino le telecamere di sorveglianza” o gli allarmi, ma se “il detenuto è evaso e l’allarme non è suonato quando è salito sul muro di cinta devo presupporre che almeno in quel momento non stesse funzionando”. Di Giacomo esclude che il detenuto, nel preparare la fuga, abbia avuto complici:”È da escludere che ci fossero complici interni, il detenuto ha studiato gli orari, quanti agenti ci sono, i loro turni”. La corda, realizzata con le lenzuola, “deve averla preparata altrove e lasciata in un posto diverso» perché «era talmente grande che era impossibile nasconderla.” Le forze dell’ordine intanto sono al lavoro per stanare Robert Lisowski. Lisowski è riuscito a scappare dall’ istituto penale partenopeo con una corda fatta di lenzuola, usata per scavalcare l’alto muro che circonda la casa circondariale partenopea. L’uomo era in carcere con l’accusa di avere assassinato, nel 2018, un ucraino nel 2018, al culmine di una lite scoppiata in un locale frequentato da cittadini dell’Est europeo poi proseguita in strada. La Questura di Napoli ha diffuso la foto segnaletica dell’evaso nelle cui ricerche, a tappeto, sono impegnate tutte le forze di polizia. Sotto particolare monitoraggio gli scali ferroviari e le stazioni del bus.  Ha scritto su Facebook don Franco Esposito, cappellano del carcere di Poggioreale: “È scappato un detenuto da Poggioreale: embè? Perché stupirsi davanti a un’evasione dal carcere, è la cosa più naturale che possa accadere. Quello che è innaturale è tenere rinchiuse delle persone in una situazione disumana e degradante. Con questo  non sto assolutamente giustificando l’evasione di un pericoloso criminale, questo almeno secondo gli organi di informazione, ma vorrei spostare l’attenzione sul fatto che carceri come quello di Poggioreale non hanno certamente i requisiti per essere rieducativi e non servono certo al reinserimento della persona detenuta nel tessuto sociale. Allora mi domando se il carcere non è questo, qual è il suo compito a cosa serve? Eppure il compito che la costituzione dà a questa istituzione è quello di far sì che attraverso la pena il detenuto raggiunga una sua maturità sociale prendendo coscienza del male compiuto e iniziando una vita legale nel rispetto delle regole. Quindi se un carcere non riesce a fare quello che la costituzione gli affida diventa una struttura anticostituzionale e quindi fuorilegge.” Don Franco Esposito sottolinea come “ora tutti si meravigliano che da Poggioreale sia scappato un detenuto. Tutti sono pronti a cercare un colpevole, o meglio a scaricare la colpa su un capro espiatorio. Io mi meraviglio non per uno che scappa ma per l’ottanta per cento che dopo aver finito la pena in carcere ritorna a commettere reati e quindi vi rientra. Il carcere ha fallito, il carcere non risponde alla giusta domanda di sicurezza che i cittadini vogliono dalle istituzioni. Fino a quando i nostri politici non prenderanno atto di questa elementare verità fino a quando le pene saranno pagate solo col carcere, credo che non ci sia niente da meravigliarsi , nemmeno di un evasione rocambolesca, alla Vidoc, come quella di Poggioreale.”

Articoli Correlati

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *