Il decreto Dignità indigna un ex leghista imprenditore del Nord

Covre

Questo decreto Dignità tanto voluto dal ministro del Lavoro Di Maio registra tante levate di scudi. A parte quelle prevedibili dell’opposizione, sono molti gli imprenditori allarmati, a cominciare da Giuseppe Covre, ex parlamentare della Lega, che è stato espulso due anni fa per l’appoggio al referendum costituzionale e titolare di Eureka, azienda metalmeccanica della componentistica di Gorgo al Monticano che impiega 200 addetti: “Se il decreto dignità passasse così com’è inizierei seriamente a pensare di trasferire la produzione in Romania dove ho già una filiale. Sono assolutamente allineato con la posizione di Assindustria Venetocentro e ritengo che la Lega, che ha raccolto la maggior parte dei suoi voti fra gli imprenditori del Nordest, si stia svendendo per un piatto di lenticchie ad un ministro del lavoro che non ha mai lavorato”, ha aggiunto Covre, con riferimento alla contrarietà espressa dai due presidenti, Massimo Finco e Maria Cristina Piovesana. Nel mirino di Covre, che comunque non cestina al 100% la riforma, c’è anzitutto la reintroduzione della causale nei contratti a termine: “la stagionalità  è una caratteristica tipica di molte delle nostre produzioni, indurre un blocco delle assunzioni per il timore, da parte dei datori, di ricorsi dei dipendenti sarebbe un danno gravissimo. Qui gli operai bravi sono pochi e le aziende se li contendono l’una con l’altra. Sto mandando molti messaggi ad amici che ho conservato nella Lega, compreso il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, perché non sia consentita una conversione in legge del decreto così com’è”.

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