Pascale_Berlusconi_paese-bigottoCosa non si fa per un po’ di notorietà. Così Francesca Pascale, che deve la sua notorietà – e il fatto che i giornali riportino le sue esternazioni – al fatto di essere la fidanzata di Silvio Berlusconi, ha espresso il suo parere durante il Gay Pride di sabato scorso a Napoli. Queste le sue parole riportate dal sito notizieprovita.it: “Sono con voi oggi e sempre in qualunque posto del mondo. Considero l’intera comunità Lgbt una grande famiglia allargata, un FAMILY DAY di mille colori, senza ipocrisie, né catene politiche o religiose ma vero, vivo, autentico. Diverso perché siamo tutti differenti l’uno dall’altro, grazie a Dio. Ci pensate che pena ad essere tutti uguali per esempio come quei cretini che per amor di beata ignoranza, violenza e razzismo inneggiano la parola di Dio contro gli omosessuali… Magari picchiando la moglie a casa… Per carità! Il mio Dio mi insegna di amare il prossimo come me stessa non di mortificarlo nel proprio essere. La libertà dell’individuo nel rispetto delle leggi viene prima di tutto ma le leggi devono rispettare e tutelare la persona senza badare alle differenze di razza, di religione, di sesso, di categoria sociale. Leggi laiche che rispettano le persone, non i partiti e i loro sondaggi. Chi combatte contro la libertà e il rispetto dell’individuo, chi si oppone tra due persone che si amano solo perché il loro amore è diverso dal proprio, non è degno di vivere in un paese democratico. E l’Italia, anche se a fatica, lo è ancora.” Come da copione, insomma. Da una parte elogio sperticato dell’idea di ‘rispetto della persona’ e, contemporaneamente, in successione, gli epiteti di “cretini”, “ignoranti”, “violenti” e “razzisti” a chi non la pensa come lei. La coerenza incarnata. Ma non c’è da stupirsi. Fa sorridere poi il riferimento al suo Dio. Forse a certi paladini del libero pensiero sfugge che ciò in cui credono loro ai più (tutti) non interessa. Creda in ciò che vuole, l’Italia non è un Paese laico? cosa importa in cosa crede lei? Sembra di intuire che quello che la Pascale definisce il suo dio sia vagamente somigliante al Dio biblico, ma è una sua libera interpretazione, che come tale ha un valore assoluto: zero. Fa sorridere che non si possa far riferimento a convincimenti religiosi e poi per supportare ideologie mediaticamente ed economicamente dominanti si possa strumentalizzare e inventare la parola di Dio. Ma, si sa, a costoro tutto deve essere lecito. Così come condannare a morte o all’esilio chi non si è omologato al pensiero della dittatura lgbt. Tanto che è arrivata a sostenere che chi non la pensa come il pensiero unico omosessuale “non è degno di vivere in un paese democratico”. Prepariamo le valigie e l’anima; una paladina di questi livelli rischia di far carriera e poter legiferare in materia.

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