Conversazione con Maurizio Stammati per il saggio dì fine anno del corso di teatro del Bertolt Brecht

Maurizio Stammati

Dopo il saggio di teatro che ha concluso l’anno accademico del corso di teatro del Bertolt Brecht. Ho avuto l’occasione di conversare con il suo mentore principale, il regista Maurizio Stammati che è stato molto contento della esibizione dei suoi studenti

 Uno spettacolo dedicato alla pace, partendo dagli autori dell’antichità, ogni personaggio di questi autori diceva che non trovavano la risposta, ma in realtà la risposta era insita nei brani.

“Si,  pensiamo che in questo momento c’era bisogno di rafforzare anche noi con il nostro piccolo teatro il bisogno di pace, e ci siamo richiamati a quell’area di autori importanti come Dante, Omero, Shakespeare, Brecht, per cercare in loro conforto e una strada. Alla fine la parola è semplice, è una risposta da dare alla guerra è sempre e solo la pace.”

Cent’anni fa ricordiamo una carneficina, una guerra, la Grance Guerra, si pensava che sarebbe stata l’ultima guerra, ma così non fu. Li la risposta venne da tanti autori e per fare un esempio ne cito due, uno per la pittura che si chiama Otto Dix, di parte tedesca, e Ungaretti, per il quale mi viene in mente la celebre poesia Ed è subito sera. Ma ci sono anche tanti esempi. Loro la risposta l’hanno trovata vivendo l’inferno perché quella gu8erra è stata un inferno.

Si, certo. Quella soprattutto è stata un inferno, come del resto tutte le guerre e tutte le guerre che purtroppo, ahimé, oggi ancora si combattono e di cui forse abbiamo meno forza, meno notizia, penso che sia il momento, che sia arrivato il momento di dire basta, di dire che ogni uomo deve avere a possibilità di vivere in pace, e questo penso che sia giusto che oggi anche gli artisti, anche un piccolo contributo che possono dare, debba essere necessariamente dato.”

Da par tuo, ovviamente, non potevi non omaggiare i migranti, specialmente in una situazione come abbiamo visto, hanno chiuso le frontiere. Abbiamo visto che è uscita fuori una barzelletta dove si diceva che anche il caldo africano è stato bloccato. Quindi un messaggio che è stato dato anche da altre istituzioni che dice: facciamo che i migranti vengano e vengano accolti e salvati.

“Si, penso che sia un dovere, un dovere dell’Occidente. L’Occidente è Occidente perché ha un’etica. Questa è la differenza: l’Occidente è Occidente non perché ha i soldi, non perché ha le cose belle e i mercati ricchi, e perché è in possesso di un etica, che la nostra etica ci impone di accogliere chiunque, che sia esso un migrante che scappa da una guerra, che sia esso un migrante in cerca di lavoro, che sia esso un migrante che non sa fare nulla, e vuole solo essere protetto. Noi abbiamo il dovere di accoglierlo.”

 

 

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