Gianfranco Conte – foto di Pietro Zangrillo
Intervista Gianfranco Conte

Anche l’altro consigliere comunale, Gianfranco Conte, della civica Formia ConTe, ha voluto commentare questa fase derlla crisi amministrativa che si è determinata con il ritiro delle dimissioni del sindaco Paola Villa e l’azzeramento della giunta.

Gianfranco Conte, oggi un passo avanti di questa crisi che non finisce mai, che non si riesce a capire la data di fine, perché il sindaco, notizia di qualche ora fa, ha revocato le sue dimissioni ma ha azzerato completamente la giunta. Una situazione che le forze di minoranza che hanno comunque chiesto rifacendosi al discorso del 30 novembre, nel quale aveva detto che il suo progetto politico era comunque fallito.

Ma a me non sembra un passo avanti, debbo dire sono rimasto basito a vedere le dichiarazioni del sindaco perché sembrava quasi che dicesse alle forze di minoranza ‘avanti c’è posto’, ci sono dei posti di assessore libero se volete. Secondo me è tutto sbagliato, cioè tu mi devi dire intanto se credi se l’azione politica che hai fatto in questi mesi, in questi due anni è un’azione che è arrivata a compimento, se ha dato risultati alla città, che cosa vuoi cambiare in una eventuale nuova amministrazione che prosegue il suo percorso, quali sono i punti fondamentali che ritieni che siano inderogabili, e su quelle basi si fa qualche discussione. Ma se tu mi vieni a dire ‘avanti c’è posto’, grazie non mi interessa. Cioè non sono i posti che ci interessano, ci interessano le politiche.”

E comunque è una situazione che si riparte dal Consiglio Comunale mancato in seconda convocazione del 30 di novembre. Quindi, se si vanno ancora a contare i numeri, in Consiglio Comunale lei è ancora deficitaria.

“Si, rimane la situazione che c’è, insomma, sono stati venti giorni francamente persi nel senso che io mi sarei aspettato, noi per cortesia istituzionale abbiamo partecipato all’incontro che ci è stato chiesto, ma abbiamo chiesto che ci venissero dette quali erano le politiche che lei voleva portare aventi e sulla base di queste esternazioni noi avremmo deciso che cosa fare. Allo stato non siamo più stati interpellati e nessuno ci ha detto quali sono le intenzioni per portarwe avanti questa amministrazione e noi siamo interessati solo alle cose che possono dare una svolta a questa città. Diversamente va bene così, insomma, prenderemo atto che non c’è una reale volontà di cambiamento.”

Anche perchè il cambiamento che si doveva sviluppare, lei ha chiesto comunque di portare avanti questo discorso amministrativo per la pandemia, ma ha voluto forzare un po’ troppo la mano.

Ma sai, questa della pandemia è una foglia di fico, perché io voglio ricordare che le risorse che sono state messe a disposizione dalla Regione non sono nemmeno stete spese tutte. Adesso c’è un nuovo intervento di quasi 400 mila euro, delle due l’una, o non funzionano i servizi sociali o questa è una città talmente ricca che non ha bisogno di essere sostenuta. Ci sarebbe una terza soluzione, che sarebbe francamwente molto spiacevole ma comprensibile, e che anche le famiglie in difficoltà non voglio far sapere di esserlo. E questo però ci riporta ai servizi sociali che invece dovrebbero conoscere l’effettiva situazione dei gruppi familiari in difficoltà nella nostra città.”

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