Conversazione con Giulio Alifieri, autore del libro “La terra che non c’era”

Giulio Alfieri

In occasione della presentazione del libro di Giulio Alfieri ” La terra che non c’era” ho fatto una conversazione con lo stesso autore per farmi spiegare il contenuto del suo libro, un lavoro su quello che è stata la storia della bonifica e della colonizzazione dell’Agro Pontino

La terra che non c’era, bonifica e colonizzazione dell’Agro Pontino. La bonifica che è stata portata avanti solamente dopo tanti secoli da parte di persone che, spinte dal regime, hanno colonizzato una pianura difficile da bonificare e difficile anche da coltivare, per via di un territorio che sicuramente è rimasto selvaggio fino alla fine degli anni Venti.

“Si, infatti. La bonifica, parliamo dell’Agro Pontino, poco dopo anche qui a Fondi, a Salto di Fondi, ma la bonifica inizia in modo sostanziale, vero e pressante nel ’26, poi nel ’29 e va avanti fino a che poi non è completato tutta l’area fino al ’35, Aprilia e Pomezia invece nei due anni successivi. E rappresentò anche  un momento che oggi diremmo mass mediatico, cinematografico, che giustamente come lei diceva prima, la Pianura Pontina stava nell’immaginario collettivo di tutti gli italiani ma anche d’Europa come il posto più selvaggio del mondo e d’Europa, il posto più irriducibile dei tentativo di bonifica dei Volsci, dei Romani, del Papa, ecc. Ovviamente la tecnologia che ormai si era sviluppata negli anni ’20 e ’30 nono era più quella solo manuale di prima, e l’uso costante e importante della migliore tecnologia dell’epoca di macchinari, di escavatori, le ferrovie, anche i carrelli sui binari permise la realizzazione di questa impresa che fi dopo l’Impresa dei Mille la cosa più seguita in Europa.  E gli Europei leggevano, chi poteva comprare il giornale, chi sapeva leggere e scrivere, le classi alte di italiani ed europei, leggevano costantemente il giornale o vedevano il cinegiornale andando al cinema dell’Istituto Luce, per capire come andarci. Fu anche promossa in modo spettacolare, Dopo di che a partire dall’ottobre del 1932, a partire dalla provincia di Rovigo, iniziò la colonizzazione vera e propria, cioè vengono i coloni e vennero inizialmente dal Veneto e  Friuli, all’epoca il Friuli era una provincia del Veneto, dopo materialmente già dal ’33, alla fine del 1933 si allargarono gli arrivi anche a Ferrara, che alla fine risultò la provincia che dette di più in termini di famiglie che erano scese e questo accadde nel 1932 nell’Ago Pontino fino a tutto il 1935 /36, parlo dei numeri più importanti, e con Aprilia e Pomezia tra il 1936 e il ’39.”

Questi ferraresi che sono venuti qui nell’Agro Pontino a dare man forte ai primi coloni che sono scesi alla fine degli anni venti e Trenta del ‘900. Una colonizzazione non arrivata a caso.

“No, perché si discute ed è un punto importante del perché la colonizzazione, che inizialmente fu riservata esclusivamente dal regime fascista ai veneti, per quale motivo ad un certo punto si allargò a Ferrara. la motivazione è che la colonizzazione dell’Agro Pontino è la parte più importante, è la punta di diamante di un  processo di colonizzazione che si svolse in quegli anni, ma anche dagli anni prima in  tutta quanta l’Italia, di tutti i terreni malsani ricuperati alle paludi, ricuperati agli acquitrini, poi espropriati ai latifondisti che non li coltivavano un pò in tutta Italia. Per cui il fabbisogno di coloni, i famiglie, fu un fabbisogno al fine di questo periodo, senza considerare la Libia prima e poi l’Etiopia, fu un fabbisogno nell’ordine delle 80 mila persone, quindi migliaia e migliaia che semplicemente il veneto non ce la faceva. Si allargò a Ferrara perchè comunque era un’area culturalmente predisposta per la coltivazione dei fondi che poi trovarono anche qui, come li trovarono in Sardegna, perché i Ferraresi arrivarono anche in Sardegna, arrivarono su al Nord del Monte Veneto, in Maremma all’Alberese., e quindi essi riuscirono a coprire gli interi poderi  che ad un certo punto i soli veneti, per quanti tanti fossero, non c’è l’avrebbero fatta.”

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