Conversazione con Alberto De Meo della Tielleria 3.0 di Formia

Sempre più clienti stanno gustando i prodotti della Tielleria 3.0 di Formia sita in Via Rubino, e quindi ne ho approfittando per fare una conversazione con Alberto De Meo, il pizzaiolo formiano che è anche campione italiano di pizza, che ha aperto insieme alla sua famiglia questo nuovo punto di enogastronomia dove molta gente si sta recando per assaggiare le sue buone e gustosissime tielle:

Alberto de Meo, formiano doc, campione italiano della pizza, ha iniziato da qualche giorno una attività imprenditoriale basata su un prodotto che e uno dei cavalli di battaglia di Gaeta, ma Formia non è da meno. Perché questa scelta?

“Allora, sicuramente ho fatto questa scelta non per tubare la tiella ai gaetani, ma è una tiella particolare, è una tiella di Gaeta rivisitata con dei prodotti, con degli ingredienti e tecniche di lavorazione di oggi. Ho cercato di portare degli impasti alternativi, abbiamo l’impasto alla curcuma, al grano acido, alla paprika, orzo, farro, ecc. e poi ho portato l’impasto classico che è fatto di farina di tipo 0 e 1 e germe di grano. Noi usiamo farine bianche, è un prodotto benefico alla clientela, perché noi oggi sappiamo che ognuno di noi è allergico a qualcosa, al glutine, al lattosio, a qualsiasi cosa, e quindi ho cercato di portare un piatto che fosse alla portata di tutti. Sicuramente non è una tiella gaetana.”

Diciamo che è una tiella formiana….

“Una tiella formiana rivisitata, ho cercato di dare un qualcosa di particolare al mio cliente”

Al di là della diatriba Formia – Gaeta, comunque la tiella è un piato antico del nostro Golfo fatto con i prodotti poveri che abbiamo, i prodotti della terra e anche quelli del mare, perché le alici non si possono definire come prodotto nobile. Però fanno la bella figura nelle tavole di tutti gli italiani.

“ Certo, infatti come ho detto, è una tiella che nata come prodotto povero per i pescatori, che andavano a pescare perché con il pesce ci facevano la tiella, andavano a pescare il pesce e loro ci preparavano la tiella. Certamente la mia scelta è stata un’altra, il nostro impasto, come ho già spiegato, è lavorato a più di 24 ore, usiamo lievito madre, usiamo il germe del grano, che è del chicco del grano, quindi sono prodotti naturali che usiamo per la nostra tiella. E poi un po’ impasti alternativi, perché c’è un  principio tipo la curcuma che è un  antiossidante antibiotico, la paprika, altamente digestiva. Quindi ho cercato di fare un qualcosa di innovativo, ecco perché s chiama Tielleria 3.0, perché ho portato la tradizione incontrata con l’innovazione.”

E i risultati si vedono …….

“ I risultati si vedono si, perché la gente oggi ha imparato tutti a mangiare, e ognuno cerca di trovare beneficio dal prodotto che mangia, perché ovviamente oggi ci sono delle intolleranze come ho detto prima, ho cercato di portare a tutti gusti, soprattutto per i senza glutine, cioè nel sano preparato nell’impasto senza glutine, e fortunatamente sono arrivato ad un ottimo risultato tanto che l’anno scorso ho vinto il campionato di pizza senza glutine italiano, e ho portato questo prodotto della tiella, per cercare di offrire ai celiaci che quando devono mangiare hanno poche cose da poter mangiare, e quindi ho cercato di accontentare pure loro. Ovviamente abbiamo fatto due laboratori, uno per la tiella normale e uno per i senza glutine.”

Ultima domanda: l’arte della pizza, il piazzaiolo che fino ad una decina di anni fa circa, poteva essere considerato un mestiere di quelli più umili, magari molto squalificante. Oggi non solo la tua categorie, ma anche quella dei cuochi è un mestiere che sta andando per la maggiore tant’è vero basta vedere gli studenti che si iscrivono agli Alberghieri, c’è una grande richiesta di andare a fare i corsi da cuoco, quindi per essere diplomati all’Alberghiero con un diploma valido nel mondo del lavoro. Come tu vedi questo andamento della tua professione?

“ Io sono, come dire, che ho iniziato con mio padre che è con me oggi, ho iniziato nel 1990 con papà e questo lavoro non lo volevo fare nemmeno e mi avrebbero sparato. Oggi ho ringraziato per quello che ho imparato, ovviamente sono stato io che ho continuato le ricerche, mi sono documentato, ho fatto dei corsi di aggiornamento, e io spero solo una cosa: che mio figlio possa intraprendere questa carriera come la mia, perché come hai detto tu, sono pieni gli Alberghieri di ragazzi che sono a studiare la cucina, la pizzeria, per diventare camerieri, e la richiesta è tanta e non ce ne sono. Ed io spero con tutto il cuore che mio figlio appenda il mio mestiere, il pizzaiolo, ho fatto la tielleria per i motivi che ho spiegato prima, per fare una cosa dietetica perché ho cercato gli impasti alternativi. Questo l’ho imparato anni fa e mi ha dato molta soddisfazione, l’ho portato proprio nella tielleria. Io ci credo e spero che vada bene così.”

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