Conversazione con il candidato del Partito Democratico Erasmo Colaruotolo

Erasmo Colaruotolo

Dopo l’incontro con la senatrice Cirinnà, ho avuto l’occasione di dialogare con l’ex assessore della giunta Bartolomeo, ossia Erasmo Colatuotolo

Sei stato per sei mesi in carica, ma purtroppo è finita come è finita, e tu vieni da una esperienza importante, quella scolastica turistica, se vigliamo definirla così, perché sei stato per quasi 20 anni preside di una scuola, l’Istituto Alberghiero “Celletti” che è stata la migliore scuola in assoluto, dove la specializzazione del turismo era un fiore all’occhiello, poi sei andato via e se ne andato anche il settore turistico, quindi significa una scelta scellerata

“Non l’hanno tolto perché sono andato via io, c’è stata una riforma nella scuola italiana, è passata dal ministro Gelmini che ha pensato che gli istituti professionali non potessero più occuparsi di turismo ed è stato dirottato agli istituti tecnici, certo per la nostra scuola è stato un problema, poiché occuparsi di turismo significa ridare un concetto che anche questa sera è stato sottolineato, è l’aspetto culturale, la cultura del turismo è molto importante, anche collegare e coniugare la cucina con il territorio, la cucina con la città, la cucina con il servizio alberghiero è fondamentale perché oggi il pacchetto turistico non si può vendere solo perché c’è un ristorante che cucina bene, si vende il pacchetto turistico perché insieme al ristorante ci sono luoghi da vedere, da mostrare, monumenti importanti, e c’è bisogno di chi sappia raccontare il cibo, che è la realtà turistica della città, quindi occorre vendere dei pacchetti e occorre dare dei servizi, e io penso che una delle cose che bisognerebbe fare a Formia, è quella di creare in collegamento e stiamo già tentando di farlo, almeno finché sono stato in quei sei mesi al comune di farlo, creare opportunità di accoglienza nel senso di mettere a disposizione di turisti che vengono nelle case vacanze, visto che gli alberghi non ci sono quasi più, sono rimasti in pochi.”

Come è cambiata la tipologia di fare albergo in questi ultimi 10 anni?

“C’è questo movimento spontaneo, grazie a Dio, che è quello delle case e appartamenti vacanze, che si stanno mettendo insieme per offrire pacchetti turistici, non solo più la stanza da offrire, non si interessano tutto a quello che è interno, per cui il turista che arriva a Formia deve trovare informazioni di ogni genere, sulla qualità dei servizi, sui monumenti che ci sono, sui collegamenti con le isole, sui collegamenti con le altre città, del comprensorio poiché fare turismo oggi non significa fare turismo solo nella, città nella quale si va, ma fare turismo significa collegare e creare possibilità di andare in altre città perché il comprensorio è fondamentale, il turista ormai non si accontenta più di rimanere fisso nello stesso posto, ma vuole girare, vuole vedere, allora essere informati su quello che c’è da vedere nella Riviera di Ulisse è fondamentale perché significa dare e offrire un pacchetto più articolato per chi rimane in città.”

A proposito di turismo culturale io ti do delle date: 7 dicembre la morte di Cicerone, 13 febbraio la firma della resa di Gaeta a Villa Rubino, l’11 maggio il passaggio di Mozart a Formia, e il 18 maggio la liberazione di Formia dalle truppe tedesche, sono dei brand culturali che si potrebbero fare per tutto l’anno per un turismo destagionalizzato con eventi, convegni, concerti e quant’altro, per il Comune di Formia su questo è stato molto latitante, non solo la giunta Bartolomeo ma anche le precedenti amministrazioni, al di là delle notti di Cicerone che sono state una genialata.

“Per quanto mi riguarda sono d’accordo perfettamente con te, e aggiungerei altre cose, come Totò che ha scritto Malafemmina qui, Alberto Sordi che aveva la villa a Formia, Pino Daniele che aveva lo studio di registrazione qui a Formia, e ce ne sono tanti altri, da valorizzare e da ricordare e si potrebbe però trovare il modo per collegarli l’uno all’altro, potrebbero essere l’occasione di un turismo destagionalizzato da fare per tutto l’anno e quindi la gente potrebbe venire, ci sono delle attitudini che la città possiede, Formia è una città che ha il più alto dislivello, la più alta differenza altimetrica tra montagna e mare, in Italia la chiamano addirittura la California del Tirreno, poiché abbiamo il mare e abbiamo la montagna, abbiamo un po’ tutto, ma soprattutto dovremmo valorizzare i nostri siti archeologici. Io, insieme all’architetto Ciccone, che mi ha affiancato nell’ultimo periodo, abbiamo messo mano alla segnaletica che abbiamo preparato però purtroppo non abbiamo fatto in tempo a farla mettere, so che molti cartelloni sono arrivati, anche  dell’azienda che li ha prodotti però non sono stati affissi, perché è caduta l’amministrazione, abbiamo fatto dei cartelloni in italiano e in inglese, è importante anche questo, abbiamo affidato la gestione di alcuni siti archeologici ad una associazione di imprese, la Sinus Formianum, e finalmente si tengono più aperti alcuni siti archeologici a cominciare dal Cisternone che è il nostro fiore all’occhiello, però anche qui c’è molto da fare e da lavorare ancora su questa strada, che comunque sta già dando qualche risultato. Comunque la città vincente sta a mettere fuori, e mettere a disposizione, coordinare e fare emergere alla luce del sole e a organizzare un  turismo fatto di accoglienza, attraverso un uso di questi appartamenti vuoti perché è un altro modo intelligente e creare e sviluppare lavoro perché questi appartamenti concatenati, messi tutti insieme hanno bisogno poi di manutenzione, hanno bisogno di una lavanderia, hanno bisogno di tutta una serie di servizi, cioè per esempio di interprete o di baby sitter, di tutti quelli che si occupano di tutti i servizi di spiaggia, insomma c’è tutto un mondo che si sviluppa, che si potrebbe creare, bisogna,  soprattutto come dici tu, nei periodi di bassa stagione.”

 

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