Duomo di San Cesareo a Terracina
Frammento di affresco

Un convegno importante si è svolto a Terracina nelle giornate del 9 e 10 febbraio e ha riguardato la «Terracina nel Medioevo»,  il titolo del convegno che si è articolato  in due giornate di studio, il 9 e 10 febbraio 2018. La prima giornata, è stata dedicata alla città e al territorio, ospitata presso il Palazzo della Bonifica, mentre la seconda, incentrata sulla concattedrale, si è svolto proprio all’interno del duomo di San Cesareo per avere l’opportunità di trovarsi a diretto contatto con le opere che saranno oggetto delle relazioni. Un evento reso possibile grazie alle curatrici Maria Teresa Gigliozzi, docente di Storia dell’arte medievale presso l’Università degli studi di Macerata e la Pontificia Università Gregoriana, e Mariella Nuzzo, della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, le quali hanno trovato il pieno sostegno della Diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, grazie al vescovo Mariano Crociata, principale promotore dell’evento, e del Comune di Terracina, rappresentato dal sindaco Nicola Procaccini, oltre al patrocinio della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti (Ufficio periferico del Ministero per i Beni e le Attività culturali e del turismo). Le curatrici hanno spiegato che recenti restauri e studi specialistici hanno messo in luce novità che riguardano le strutture architettoniche e l’apparato decorativo del duomo di San Cesareo. La rilevanza dei dati emersi ha suggerito l’ideazione di questo convegno, coinvolgendo un ampio gruppo di studiosi di diverse discipline e provenienti da varie università e istituti culturali e di tutela italiani ed esteri. Fino ad oggi infatti le testimonianze medievali della città non erano mai state analizzate in maniera organica ed approfondita, nonostante il suo ruolo strategico nel contesto storico-politico, la rilevanza della sede episcopale e la straordinaria qualità e originalità dei monumenti e delle opere d’arte conservati. L’occasione del convegno è stato di stimolo non solo per il dibattito scientifico ma anche per la sensibilizzazione dei cittadini verso il proprio patrimonio artistico. La coscienza del suo valore culturale e identitario è infatti fondamentale perché sia conservato, valorizzato e trasmesso alle generazioni future.

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