CONVEGNO SU” GARANZIA GIOVANI “ ORGANIZZATO DAL COMUNE DI FORMIA PRESSO IL CENTRO ITACA

Centro Itaca
Centro Itaca
Lavoratori
Lavoratori
Partecipanti
Partecipanti
Manifesto del convegno
Manifesto del convegno
Lavoratrici Pompei
Lavoratrici Pompei
Partecipanti
Partecipanti
Tavolo del convegno
Tavolo del convegno
Sindacalista USB Maurizio Acquaviva
Sindacalista USB Maurizio Acquaviva
Sindacalista USB Maurizio Acquaviva
Sindacalista USB Maurizio Acquaviva
Assessore regionale Lucia Valente
Assessore regionale Lucia Valente
Sindaco di Formia Sandro Bartolomeo
Sindaco di Formia Sandro Bartolomeo
Giuseppe Pagnani  con Italo La Rocca
Giuseppe Pagnani con Italo La Rocca
Gerardo Stefanelli
Gerardo Stefanelli
Vespasiano Di Spirito
Vespasiano Di Spirito
Antonia Cincioni
Antonia Cincioni
Ivan Simeone
Ivan Simeone
Antonello Testa
Antonello Testa

Venerdì 8 maggio nella sede del centro commerciale Itaca di Formia si è svolto un convegno sul progetto per l’occupazione giovanile messo in programma dalla Regione Lazio “Garanzia Giovani”. Il lavoro, un diritto che è di pertinenza costituzionale, un diritto che deve essere garantito a giovani ma anche ai meno giovani, e per questo il convegno è stato preceduto da un momento di incontro sindacale tra l’Assessore al Lavoro Lucia valente e il sindacalista dell’Unione Sindacale di Base Maurizio Acquaviva, che ha preso la parola a nome degli ex lavoratori del Cravattificio Pompei, della Clinica Sorriso sul Mare e della Pozzi Ginori. Il sindacalista ha detto all’assemblea che da molto tempo si aspettava un incontro con lo stesso assessore al lavoro regionale in quanto gli ex dipendenti della Sorriso sul Mare, perché a suo tempo c’è stata la richiesta da parte del Comune di Formia, in quanto la clinica sta assumendo il personale OSS, mentre gli ex dipendenti sono stati licenziati sono senza reddito e senza ammortizzatori sociali, neanche la cassa integrazione in deroga è stata assegnata a questi lavoratori e quindi sono senza reddito da tempo. Per lui garanzia Giovani va benissimo, però i padri licenziati devono far campare i loro figli, perché non avendo reddito non possono portare il pane a casa. Per cui (vista la latitanza delle istituzioni) si è preferito venire qui di persona per portarle direttamente il nostro invito a convocarci per trovare delle soluzioni a questi lavoratori, perché l’ultimo incontro fatto la settimana scorsa con il funzionario della regione, a lui sembrava strano che non ci fosse stata nessuna convocazione (è veramente strano?) per questa questione. Per i lavoratori della Pozzi Ginori che sono ancora in cassa integrazione a zero ore senza rotazioni, parlando addirittura di mobilità volontarie. Questa cassa integrazioni è prevista fino a marzo 2016 e poi? Ci sono in ballo le politiche nuove dello Jobs Act ma l’USB non le condivide, ma che comunque devono essere recuperate perché non è possibile che lavoratori sia fuori da due anni dal ciclo produttivo e si facciano fare dei corsi sulla sicurezza, i corsi devono essere puntuali e fatti in funzione dello sviluppo del territorio come ha dichiarato il presidente della Regione Lazio Zingaretti quando è venuto a Formia prendendo l’impegno diretto con i lavoratori. Un’altra ex azienda ma con lavoratori che hanno vertenze ormai da tempo sono le lavoratrici dell’ex cravattificio Pompei: il 2 maggio scorso è stata inviata una lettera per avere un incontro con la presidente della Provincia Eleonora Della Penna per avere un incontro con lei ma a tutt’oggi non si è avuta alcuna risposta, per cui si rimane in attesa di una convocazione per queste persone perché quando gli impegni presi non si mantengono è realmente una brutta cosa. Per quanto riguarda Garanzia Giovani il progetto è già partito a Roma ma c’è un problema di pagamento con l’INPS perché con i ragazzi sono partiti i progetti ma l’INPS non ha ancora erogato il contributo previsto.

L’assessore Lucia Valente ha replicato al sindacalista Acquaviva dicendo che ella capisce le doglianze che arrivano dai gruppi qui presenti, e lei stessa ha incontrato un gruppo di lavoratrici dell’ex cravattificio Pompei ma per correttezza dei ragazzi presenti in quest’incontro il terreno della discussione oggi è Garanzia Giovani, però si è aperto un tavolo interassessorile sul Sud Pontino che è composto dall’Assessorato al Lavoro, l’Assessorato allo Sviluppo Economico e l’Assessorato alla Formazione, in più sullo stesso argomento si è aperto anche un tavolo al Ministero del Lavoro perché le questioni sono veramente tante e gravi da non poter risolver in poco tempo, anche se sono due anni che sono al lavoro nell’assessorato. Al tavolo regionale è presente anche la Presidente Della Penna per portare su questo territorio delle soluzioni che non arriveranno da un giorno all’altro, per cui le proposte che i lavoratori porteranno su questo tavolo saranno discusse la settimana prossima.

L’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Formia Eliana Talamas ha introdotto l’argomento di oggi dicendo che questo è un progetto che nasce dalla volontà dell’Unione Europea che poi è stata ripresa dalla Regione Lazio grazie all’Assessorato alle Politiche del Lavoro, è il convegno in essere quest’oggi mette al centro i lavoro e i giovani, un tema per eccellenza che non riguarda solo i giovani ma riguarda ormai tutte le fasce d’età, una problematica che non riguarda solo il nostro territorio ma anche tutta l’Italia, e le nuove politiche del lavoro che si stanno delineando porteranno delle soluzioni. Ecco perché Garanzia Giovani è un nuovo programma innovativo della Regione Lazio che desta aspettative, dubbi, attese da parte dei giovani e dalle famiglie che hanno a carico i loro figli anche dopo la soglia dei 29 anni. E questo programma permette di conoscere le opportunità visto l’ingente investimento che la stessa regione Lazio ha deciso di fare per le politiche sociali. Per quanto riguarda il Comune di Formia si attiveranno le opportune procedure per dare le informazioni ai giovani, tanto è vero che è stato firmato un protocollo tra lo stesso Comune di Formia e la Confcommercio di Formia per aprire uno sportello che si occupa di questo programma. Questo convegno era stato pensato come una due giorni ma per motivi di tempo e di spazio si è pensato di ridurlo ad uno dando lo spazio agli attori destinatari di questo programma, ossia i giovani.

L’Assessore regionale alle Politiche del Lavoro Lucia Valente ha esordito ringraziando la presenza dei giovani in questo incontro in quanto i precedenti incontri in altre comuni che lei ha visitato erano presenti più adulti che giovani. Questo programma è stato pensato per i giovani e non per i genitori, un programma comunitario dell’Unione Europea che è partito un anno fa , esattamente il 1° maggio dello scorso anno. Un programma che ha questa caratteristica: l’obiettivo di attivare una persona in quanto le nuove politiche attive sul lavoro prevedono che il giovane si deve attivare, un programma che non è proposto a tutti indistintamente perché molti sono si sono attivati personalmente ma sono stati attivati da altre persone, e quando vengono chiamate per i colloqui essi hanno rifiutato perché non hanno fatto loro l’iscrizione. La persona è al centro del programma in quanto quando la giunta Zingaretti si è insediata alla regione due anni fa si sostenevano solamente politiche passive per il lavoro, quelle politiche per il sostegno al reddito, politiche che erogano denaro alle persone che perdono il lavoro o che hanno sospeso il loro rapporto di lavoro, per cui dare soldi a persone che rimangono a casa non è positivo, come degli esempi di cassa integrazioni pagati dalla regione Lazio per cinque, sei, sette e otto anni tenendo queste persone lontano dal mercato del lavoro, per cui dopo tanti anni di politica passiva la regione ha voluto affrontare diversamente il problema invertendo l’approccio culturale, sostenendo ancora le politiche passive che comunque sono necessarie per le persone che perdono il posto di lavoro, ma accompagnate da politiche attive per portare i giovani al lavoro. Quindi a questo programma non possono accedere gli studenti, ma una volta finita la scuola e conseguito il diploma o la laurea il giorno dopo si può accedere al programma che ha l’obiettivo di offrire ai giovani una chance non di occupazione perché Garanzia Giovani non è un postificio, ma è un programma per la occupabilità, ossia che è un programma per l’attivazione che serve al giovane per farsi guidare nel mercato del lavoro. Il ruolo della regione è stato fondamentale perché ha dovuto strutturare un processo costituito da tante tappe, costituito da ben nove misure. La regione Lazio ovviamente non ha potuto fare tutto da sola e per questo si è rivolta ai centri per l’Impiego, i pronti soccorso delle politiche del lavoro che esistono nella Regione e in tutta Italia, soltanto che nella regione Lazio i Centri per l’Impiego sono i più performanti d’Italia, anche se tuttavia nell’immaginario delle persone sono bistrattati,  perché la regione li ha coinvolti chiedendo se avevano le forze per portare avanti da soli questo progetto e loro onestamente hanno risposto di non potercela fare. La Regione Lazio ha allora costruito un processo che li vede lavorare insieme, un sistema misto pubblico privato con regione, I Centri per l’impiego ed altri operatori che insieme lavorano. Nel momento in cui un giovane si iscrive parte un processo che porta alla convocazione dello stesso giovane per un primo colloquio entro 60 giorni, ma i Centri per l’impiego stanno riuscendo a chiamare i giovani entro la scadenza dei 15 giorni, dando un segnale di accoglienza e di presa in carico del problema. Una volta chiamati per il primo colloquio presso il Centro per l’impiego di competenza, si fa un Patto di servizio, ossia una sorta di questionario per far scrivere il curriculum. Una volta fatto questo partono le misure che stanno andando molto bene e che invece sono state criticate dal rappresentante sindacale dell’USB, ossia i tirocini extra curriculari, che consente di fare formazione on the job sul posto di lavoro, perché per troppi anni si sono  finanziati dei corsi di formazione che non servivano a nulla, solo agli enti formatori e ai formatori. Quindi si è voluto cambiare dando invece i soldi ai ragazzi per fargli fare una formazione sul posto di lavoro. E l’assessore ha annunciato che ha pagato le modalità di pagamento con efficacia retroattiva, una sorta di reddito di attivazione per i giovani che si affacciano a questo programma. Alla fine di questo tirocinio verrà rilasciato una certificazione delle competenze le quali possono essere inserite in curriculum e valgono ai fini della ricerca di un posto di lavoro. Al datore di lavoro in base alla profilazione effettuata al giovane dei centri Per l’impiego, viene elargito un  bonus occupazionale all’azienda che è tanto più alto quanto più un giovane è difficilmente collocabile sul luogo di lavoro, in quanto è sempre la persona al centro del progetto, ed il bonus occupazionale può arrivare fino alla somma di 6000 euro, ma se il datore di lavoro ritiene che è un elemento valido, può farvi un contratto di lavoro a tutela crescente secondo le nuove direttive del Jobs Act con una decontribuzione pari a tre anni. Con Garanzia Giovani è stata riscritta la nuova disciplina dell’apprendistato, perché se il programma è un tirocinio è non un contratto di lavoro, l’apprendistato è un vero e proprio contratto, in quanto si fa un  programma misto di istruzione. Per esempio l’Istituto Marconi di Civitavecchia ha sottoscritto un contratto di apprendistato per i suoi giovani per cui dal lunedì al giovedì studiano, dal venerdì alla domenica sono impegnati alla centrale Enel ricevendo 500 euro al mese, perché con questa nuova disciplina l’apprendistato si comincia a 15 anni; per cui è necessario che scuola ed università si approcciano a questo nuovo sistema di ricerca del lavoro per far cambiare i programmi scolastici, perché attualmente la scuola non prepara al mondo del lavoro, per questo tutti i protagonisti devono interagire, la sola formazione scolastica non basta più. Abbiamo scelto l’Inps per il pagamento del contributo di 500 euro (prima erano 400) perché si è pensato che se L’Inps paga le pensioni, può pagare anche questo contributo, ma i ritardi che ci sono stati sono dovuti in primo luogo al Ministero del lavoro che non ha mandato al suddetto Istituto materialmente i soldi, per cui dopo un colloquio con i dirigenti regionali dell’Inps quanto prima questi soldi saranno erogati anche perché ci sono 5000 tirocinio attivi in tutto il territorio regionale in questo momento, ma sono stati consegnati anche dei dati sbagliati da parte dei ragazzi. Ai giovani sono state fatte anche delle domande nel primo colloquio sulla loro socialità, perché è importante per i ragazzi saper lavorare insieme in un team, e poi la misura del servizio civile che è stata leggermente modificata per permettere anche a coloro che per 12 mesi scelgono questo tipo di esperienza di approcciarsi al programma di Garanzia Giovani per ricevere anche essi 500 euro, così come un  accordo con l’Eures per i giovani che vogliono affrontare il servizio civile ma all’estero. Ma per i giovani che sono intenzionati ad essere degli imprenditori sono previste le misure dell’auto-impiego e dell’auto-imprenditorialità, ossia la Regione Lazio per tutti coloro che desiderano aprire un’attività imprenditoriale, sono previsti dei contributi che arrivano fino a 30000 euro per la apertura di una nuova attività.  I numeri dell’attivazione di questo programma dicono 22956 giovani iscritti e 21137 ragazzi profilati con i colloqui, quindi quasi il 100%. L’ultima misura prevista per l’accompagnamento al mercato del lavoro la Regione Lazio ha stabilito il contratto di collocazione, che vede protagonisti il giovane, il Centro per l’Impiego e gli enti accreditati per i servizi specialistici, e il servizio prevede uno specifico programma di accompagnamento al lavoro per cui entro 6 mesi i centri accreditati devono trovarvi un lavo min cambio di un sussidio occupazionale che per ora è previsto di 600 euro; se l’ente accreditato vi trova il lavoro, esso riceve il voucher occupazionale altrimenti se non lo trova non riceve assolutamente nulla. I centri dell’Impiego hanno dunque questo compito di avere il primo contatto con voi per potervi accompagnare al lavoro, ma senza gli enti accreditati i centri dell’Impiego non possono affrontare una mole di lavoro imponente per risolvere il problema perché non ce la possono fare, per cui ecco  il motivo perché si è istituito questo sistema misto pubblico privato.

Il sindaco del Comune di Formia Sandro Bartolomeo è intervenuto per portare i saluti dell’amministrazione all’assessore regionale Lucia Valente, dicendo che ormai si sono imboccate nella regione Lazio ma anche nel territorio nazionale le politiche attive sul lavoro che servono a dare risposta alla perdita del posto di lavoro in un territorio come quello del Sud Pontino bisognoso di risposte, si è avuto bisogno di un anno per comprendere a pieno come devono rispondere questi meccanismi, ma bastava andare in giro per l’Europa per trovare le risposte a questo problema, come il sindaco ha fatto quando c’è stato il gemellaggio con un comune svedese alle porte di Stoccolma, e li ha visto come certe dinamiche della politica a sostegno del lavoro erano portate avanti con serietà. Invece si è preferito dare a sostegno delle persone migliaia dio milioni di euro con il solo risultato di averle allontanate dal mercato del lavoro per anni, così come si sono sovvenzionati per milioni di euro enti per la formazione professionale senza aver avuto un solo risultato positivo, anzi si sono inventati corsi di tutti i tipi senza aver avviato un giovane al lavoro.  Così come si sono inventate casse integrazione di tutti i tipi ma risultati occupazionali nulli, ma anzi con disoccupati molto più arrabbiati di prima riguardo a delle aspettative negative. Per questo motivo devono riflettere i sindacati, le istituzioni, le imprese, le associazioni di categoria che hanno finanziato per anni le imprese creando un vortice di assistenza passiva ad aziende che non sono state più in grado di essere competitive e quindi hanno dovuto chiudere. Per cui tutti devono collaborare affinché queste politiche attive prendano attivamente il loro corso, ma non è detto che queste politiche attive possano produrre il successo sperato, ma è un tentativo di rare delle risposte a delle persone che sono fuori dal mercato del lavoro per trovare loro una ricollocazione. Il presidente della regione Zingaretti questo processo lo aveva cominciato quando era presidente della Provincia di Roma  creando un qualcosa che oggi funziona ancora, per cui l’invito del Sindaco per trovare tutti i soggetti coinvolti delle sinergie per trovare l’occasione di lavorare, perché oggi queste politiche attive sono l’unica soluzione per risolvere il problema occupazionale dio giovani e dei meno giovani.

Il responsabile provinciale dei centri per l’Impiego Giuseppe Pagnani, portando i saluti dell’amministrazione provinciale ha detto che la Provincia di latina ha creduto molto in questo progetto di Garanzia Giovani, e come Centro per l’Impiego stanno facendo tutti gli sforzi affinché questo programma funzioni nel migliore dei modi e per arginare le criticità come ha espresso il sindacalista Acquaviva dell’USB per quanto riguarda i pagamenti Inps.

Alla ripresa dei lavori dopo la pausa pranzo attraverso un buffet preparato per l’occasione, si sono succeduti vari interventi.

Il primo intervento è stato quello del responsabile del Centro dell’Impiego di Formia Gerardo Stefanelli, il quale rivolgendosi ai giovani ha detto che gli stessi devono informarsi ed attivarsi al Centro per l’impiego perché il programma può essere bello ma che se i giovani non partecipano, essi sono destinati a non prendere i frutti che potranno essere fati da chi invece ha partecipato o partecipa a questi progetti formativi. In questi ultimi due mesi il Centro per l’Impiego di Formia ha visto un boom di iscrizioni al programma  raddoppiando le iscrizioni e di conseguenza le profilazioni, così come le misure attivate, ma c’è un bisogno maggiore di attuare una sensibilizzazione del programma per ché bisogna andare a prendere i ragazzi nelle case perché il Centro per l’impiego è stato sempre visto come un centro burocratico dove si mette il timbro una volta l’anno, e poi nulla più. E’ vero che gli stessi organismi prima appartenevano alle Provincie, ma con il riordino delle stesse loro non sanno più a chi appartengono, ma nonostante questo loro continuano a lavorare con difficoltà e ammirevole coraggio. A Formia su 1400 iscrizioni 250 sono stati cancellati perché iscritti da altri al loro posto, su 650 iscrizioni attualmente in attivazione grazie ai centri accreditati sono 290, quasi il 50%. Questo significa che il programma ha un importanza enorme in questo territorio e sta dando delle risposte a dei ragazzi che sono lontani, ragazzi che non hanno capacità a scrivere una lettera per un colloquio oppure il curriculum per un eventuale colloquio. Ma sarebbe importante avviare a tirocinio i laureati, in particolari aziende che hanno bisogno di esperienza per un eventuale poi futuro occupazionale in società importanti, così come si aspettano con impazienza le misure relative all’auto-impiego e l’auto-imprenditorialità, perché attivare vecchie attività con le nuove tecnologie sarebbe certamente molto importante in un territorio che è per sua natura commerciale – turistico e dedito ai servizi, per cui l’invito a stringere con le associazioni di categoria le sinergie per approcciare i giovani a questo programma.

Il secondo intervento, quello del funzionario di Unindustria Vespasiano Di Spirito, affermando che è stato siglato un protocollo per quanto riguarda il settore turistico  a livello nazionale, in più attraverso il progetto Finmeccanica saranno attivati 1000 posti per avviare nel settore nautico delle nuove e giovani maestranze, ma queste misure possono avere un efficacia solamente se l’economia funziona, e si spera che le notizie confortanti di questi ultimi giorni che sostengono che siamo fuori dalla recessione possano corrispondere alla verità, e questi importanti progetti trovano una reale corrispondenza solo se le condizioni di contesto sono supportate dalla eliminazione delle criticità  che rendono lo stesso deficitario, un ritardo dovuto a delle competenze istituzionali non sempre chiare e precise. Abbiamo un sistema di regole che non sempre soddisfa le esigenze delle imprese, specie in questo particolare momento di crisi economica, perché si evidenzia una distanza tra le esigenze della impresa e le professionalità che hanno i ragazzi, se non si riducono queste differenze le iniziative come Garanzia Giovani si perdono. Un fatto è innegabile: l’istruzione tecnico professionale è deficitaria nel nostro paese, si prediligono studi umanistici e scientifici e poi l’istruzione tecnica non sempre è supportata nello stesso modo. Per cui c’è un circuito perverso che rende difficile l’inserimento nel mondo del lavoro ai giovani, per cui ci sarebbe bisogno di un maggiore ripensamento delle situazioni scolastiche per quanto riguarda la formazione tecnica. Anche le misure all’imprenditorialità trovano terreno fertile per l’associazione in quanto l’aspirazione di giovani produttori di posti di lavoro hanno una soluzione all’incremento della produttività del nostro territorio attraverso la creazione di imprese medio – piccole, per cui è necessaria una riforma della legislazione scolastica e anche del lavoro per superare le criticità espresse prima.

Il terzo intervento è stato quello della responsabile del programma garanzia Giovani della Confcommercio Antonia Cincioni, la quale ha detto che fin dalla fine dello scorso anno l’associazione si attivata prima presso i piccoli comuni, poi andando verso i grandi comuni per far sviluppare questo programma di tirocini per le attività commerciali presenti nel nostro territorio, in più sensibilizzando anche una parte della provincia di Frosinone. La stessa associazione, facendo il porta a porta informativo presso le aziende, con la CNA, Confartigianato, Confesercenti e Cassa Artigiana a livello nazionale hanno creato la “Rete impresa per l’Italia”, funzionante anche nella provincia di Latina attraverso la creazione di Rete piccola – media impresa per la Provincia di Latina 99.0, in quanto al di la della presenza industriale, questa rete rappresenta il 99% del impatto produttivo della Provincia di Latina. Anche se la associazione fa sensibilizzazione e orientamento, comunque attraverso la Confcommercio 250 giovani sono stati attivati a 6 mesi, 2 Jobs Act e 2 tempi determinati a sei mesi, quindi un buon risultato. Attraverso l’aiuto dei comuni, questo programma  è stato fondamentale, ma sia Garanzia Giovani che il Jobs Act sono strumenti legislativi perfettibili se non si trova chi è disposto a prendere i giovani per il tirocinio, sia i ragazzi disponibili al tirocinio. Ma la regione Lazio sta facendo meglio di altre regioni, perché prendendo ad esempio la Regione Umbria questo discorso non lo stanno prendendo nemmeno in considerazione nonostante le numerose opportunità che questa regione offre a livello lavorativo. Ma se non si collabora tra gli enti e associazioni preposte il lavoro non può funzionare perché c’è un territorio che non funziona.

Il quarto intervento è stato quello del responsabile di Confartigianato Ivan Simeone, che ha ringraziato l’assessore per non aver parlato in politiche se come invece capita di solito, ma anche il rapporto scuola – inserimento lavorativo è stato affrontato in modo esaustivo. Se garanzia Giovani per l’associazione rappresenta un momento di formazione ad un futuro inserimento lavorativo, questo è positivo, così come l’associazione aspetta le normative relative alle sturt-up per poter aiutare i numerosi giovani che si rivolgono ad essa senza però trovare risposta. Fare i tirocini appunto è un occasione per formarsi e non pensare solamente ai 500 euro che si possono prendere, ma si invitano anche i giovani a rubare il lavoro, perché solo così essi possono crescere e formarsi una propria attività artigiana. Così anche il servizio civile ha un senso se fatto anche attraverso l’associazione, perché proprio un dipendente attualmente in associazione è rimasto dopo che per 12 mesi ha svolto il servizio civile presso di essa imparando tutto ciò che serve per portare avanti questo progetto. Si sta vivendo quella che prima di essere una crisi economica e occupazionale, anche una crisi autentica dei valori, ed è importante che i giovani abbiano dei punti forti di riferimento, perché come diceva Don Giussani è importante che un giovane sia in buona compagnia, cioè stia insieme agli altri, si confronti con gli altri.

Il quinto intervento è stato quello del presidente CNA e vice presidente della Camera di Commercio Antonello Testa. Per lui Garanzia Giovani è uno strumento efficace perché finalmente la politica comincia a dialogare con le associazioni di categoria ed essi come associazione si sono impegnati a promuovere Garanzia Giovani attraverso un protocollo d’intesa con il ministero dell’Economia. L’Italia si regge attraverso le piccole e medie imprese, e CNA rappresenta questo grosso mondo economico perché il tessuto economico della nazione appartiene a questo mondo, e spesso questi imprenditori hanno bisogno di una spinta perché non hanno le possibilità che hanno in vece le industrie. CNA organizza spesso convegni su questi tempi, anche perché ha bisogno di comunicare con i suoi associati. Loro non si sono accreditati ma comunque accompagnano i giovani che si rivolgono a loro, aiutandoli a metterli in contatto con gli enti preposti. I risultati si vedono perché quando un piccolo imprenditore forma un ragazzo e come se formasse un figlio, è questo è molto bello. Impressione positiva quella sulle future norme per l’auto-impiego e l’auto- imprenditorialità, perché non sta scritto da nessuna parte che un ragazzo deve imboccare la strada di essere dipendente, ma bisogna anche formare questi ragazzi ad essere imprenditori. Il sindaco poi ha dato una frecciatina all’associazione per quanto riguarda l’eccessivo ricorso al credito, ma Testa ha detto che è stato fatto solamente perché si vogliono bene alle imprese e fino a quando è stato possibile, si sono avviati i tentativi per l’aiuto. Perché oggi si è venuti fuori dal credit-crash che ha fatto i suoi morti e i suoi feriti, quindi è chiaro che non bisogna fare più accanimento terapeutico a imprese che non possono più reggere la competitività di questo mercato globale, e quindi si starà attenti a questo aspetto.

L’intervento conclusivo è stato fatto dal dirigente del settore servizi Sociali del Comune di Formia Italo La Rocca, il quale ha detto che il suo settore ha ricevuto una direttiva ben precisa dal parte del sindaco e da parte della regione, dare priorità ai giovani, perché non si può più tollerare che un furto di futuro fatto ai giovani possa più essere giustificato, perché nella prima volta della storia dell’umanità i padri stanno meglio dei figli, e lui ha una esperienza personale che vive in famiglia per quanto riguarda questo aspetto. E come ufficio comunale si metterà una piccola somma in bilancio per aiutare ulteriormente questo programma nonostante i tagli che sono stati fatti al settore sociale da parte delle istituzioni più in alto, ossia Ministero e Regione.

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