ClimatismoI giorni sono cattivi. Non è forse vero che, da quando siamo stati espulsi dal paradiso, trascorriamo quaggiù giorni cattivi? Così i nostri antenati si lamentarono dei loro giorni e gli avi loro si lamentarono dei loro giorni. A nessun uomo son piaciuti mai i giorni della sua vita. Piuttosto, ai posteri piacciono i giorni degli avi; e a costoro, a loro volta, piacevano i giorni che essi non avevano esperimentato e per questo li trovavano piacevoli. Quanto al presente invece, provoca una sensazione pungente. Non dico: “Ti si accosta di più”, ma [è un fatto che] ti punge il cuore ogni giorno. Ogni anno, quando sentiamo freddo, di solito diciamo: Non ha mai fatto un freddo così; non ha mai fatto un caldo così.” [Sant’Agostino, Discorso 25, 3] Con Sant’Agostino siamo tra IV e V secolo, eppure quanto egli disse sembra di ascoltare quanto oggi ascoltiamo, con una certa aria di presunzione, da coloro che sono affetti dalla sindrome del climatismo. Non passa stagione che si tuona contro il cambiamento climatico. Una volta di parlava di desertificazione, di riscaldamento globale, poi di glaciazione, di raffreddamento. Quando, alla prova dei fatti, ogni previsione è stata smentita, ci si è indirizzati a un più generico ‘cambiamento climatico’ di cui l’unico colpevole sarebbe l’uomo e la sua attività. Peccato che la scienza, quella vera, dica il contrario; cioè che l’uomo non incide così tanto su un fenomeno di cui non si conosce affatto ogni aspetto e ogni causa e anzi è molto spesso una soluzione ai problemi del clima, grazie alle scoperte e alle nuove tecnologie. Il clima cambia, certo, ma indipendentemente dall’uomo. Voler condannare gli esseri umani è un’operazione ideologica atta ad un determinato fine. Quale? Mario Giaggio lo spiega bene nel suo Il climatismo: una nuova ideologia (per richiederlo scrivere all’indirizzo info@21mosecolo.it). Egli mostra, e dimostra, come scientificamente e logicamente tutto questo terrorismo psicologico sia infondato e assolutamente falso. E poi ci si domanda perché i politici, al posto degli scienziati, muovono questa macchina. La risposta è molto semplice nella sua spaventosa verità: “La cultura del riscaldamento globale è una prova generale di governance mondiale che si serve dell’ideologia climatica per imporre dettati sovranazionali in grado di determinare anche le scelte quotidiane delle singole persone. Un progetto totalitario che si serve dell’insito sentimento religioso dell’uomo per giustificare rinunce e sacrifici”. Da tenere bene a mente, perché il futuro è questo. E sconvolge non poco pensare che anche molto clero (anche molto in alto) creda a questa ideologia.

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