Contraffazione, la Finanza disarticola “filiera del falso” in Toscana: 55mila articoli sequestrati

Borse

Una importante operazione per il contrasto del falso d’autore in abbigliamento è stata portata avanti dal del comando provinciale della Guardia di Finanza di Firenze che hanno eseguito un provvedimento restrittivo della libertà personale, con l’obbligo di dimora e di firma, nei confronti di due cittadini italiani, A.S., 66 anni, e C.L., 59 anni. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pistoia, Alessandro Buzzegoli, su richiesta della Procura della Repubblica pistoiese, diretta dal procuratore capo Paolo Canessa, nell’ambito di una complessa indagine che vede coinvolti, a vario titolo, 14 indagati per reati di contraffazione e ricettazione.

Contestualmente è stata data esecuzione al sequestro per equivalente di due vetture e diversi rapporti finanziari per l’ammontare di oltre 100.000 euro, quale profitto dei reati di ricettazione, fabbricazione e commercializzazione di prodotti recanti marchi industriali contraffatti, nonché a numerose perquisizioni. L’attività giunge a conclusione di un’articolata e complessa indagine, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco, che ha tratto origine dal sequestro di un ingente quantitativo di articoli di pelletteria contraffatti effettuato in provincia di Pistoia nei confronti del pluripregiudicato A.S., destinatario del provvedimento restrittivo, già noto alle forze dell’ordine per specifici reati in materia di contraffazione di beni di lusso. L’attività investigativa è stata sviluppata, oltre che con i metodi classici, anche con l’ausilio di diffuse e sofisticate tecniche, come il pedinamento elettronico, e ha consentito di appurare come la merce contraffatta, realizzata in Toscana, fosse poi principalmente destinata per il commercio in altre regioni (Lombardia, Emilia Romagna e Lazio), e all’estero (Croazia, Malta e Russia).

Le indagini dei finanzieri del gruppo tutela mercato beni e servizi del nucleo di polizia tributaria fiorentino hanno permesso di ricostruire l’intera ‘filiera del falso’, dalla fase produttiva sino alla rete distributiva, attraverso la quale riuscivano ad immettere nel mercato, anche tramite prestigiose boutique del nord Italia e Paesi stranieri, articoli di pelletteria contraffatti di elevatissima fattura, completi di certificati di garanzia (abilmente artefatti e/o originali provenienti da furto). Contraffatti modelli tra i più in voga di famosi marchi. All’interno dell’opificio nell’hinterland fiorentino sono stati rinvenuti anche dei master, alcuni integri e altri minuziosamente sezionati, di due famosi modelli di due griffe. In questo modo, il prezzo di vendita finale era di poco inferiore a quello del prodotto originale. Complessivamente, nel corso delle indagini e delle attività di perquisizione sono stati sottoposti a sequestro 55.000 articoli contraffatti, tra borse e accessori di moda (come foulard, portafogli e cravatte), e 2.450 mq di pellame pregiato, un intero laboratorio di produzione, dotato di ogni attrezzatura idonea al taglio delle pelli e alla realizzazione dei manufatti, nonché di punzoni e cliché necessari per ottenere prodotti del tutto identici agli originali.

Articoli Correlati

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *