Cavicchi e Maietta

Ci sono stati i riflettori accesi sui movimenti di denaro e i conti aperti in Svizzera da Paola Cavicchi nel pomeriggio del 20 aprile nell’udienza del processo ‘Arpalo’ a carico di Pasquale Maietta, Paola Cavicchi, Fabrizio Colletti, Fabio Allegretti, Giovanni Fanciulli, Pietro Palombi, Roberto Noce, Pierluigi Sperduti e Paola Neroni, accusati a vario titolo di riciclaggio transnazionale, bancarotta fraudolenta, trasferimento fraudolento di valori, reati tributari e societari e corruzione, il tutto aggravato dal vincolo associativo.  In aula è proseguita l’audizione dell’ispettore del Servizio centrale operativo della Polizia che ha raccontato, sulla base della documentazione acquisita grazie ad una rogatoria, come l’imprenditrice avesse aperto in Svizzera conti intestati a nome del figlio Fabrizio Colletti sui quali transitavano centinaia di migliaia di euro. Lo schema adottato è analogo a quello già raccontato in aula per Pasquale Maietta: società elvetiche sulle quali venivano trasferiti soldi che poi rientravano in Italia sui conti di società gemelle e poi utilizzati per fare investimenti immobiliari.  Non è passato il tentativo del collegio difensivo di ripartire da zero o quasi facendo rinnovare l’intera istruttoria dibattimentale. A motivare l’istanza, che puntava a riascoltare tutti i testimoni che hanno già deposto fino all’udienza del 20 aprile la diversa composizione del collegio giudicante, presieduto temporaneamente dal presidente del Tribunale Caterina Chiaravalloti e composto da Fabio Velardi e Gaetano Negro, subentrato definitivamente a Assunta Fosso, trasferita ad altro incarico. I pubblici ministeri Claudio De Lazzaro e Giuseppe Bontempo hanno espresso parere negativo e il Tribunale ha respinto la richiesta. La prossima udienza è stata fissata per il 18 maggio.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui