Conferenza stampa ASL Latina
Conferenza stampa ASL Latina

Il 29 aprile in un incontro con i giornalisti il direttore amministrativo facente funzione Giorgio Casati ha illustrato le linee guida per il consolidamento dell’attività ospedaliera della sanità della provincia. e lui ha messo in  evidenza questi risultati in base ai dati dal programma regionale di valutazione degli esiti (P.Re.Val.E.),   che recentemente sono stati presentati dalla Regione Lazio   basato su  indicatori di esito che misurano il risultato degli interventi sanitari. Il report regionale  ha fatto emergere  una  fotografia dell’Azienda  ASL Latina,  che appare nel suo complesso  capace di dare in molti ambiti risposte adeguate al cittadino.

Fra i risultati ne vanno sottolineati alcuni che collocano l’Asl di Latina ad alti livelli di qualità assistenziale, primo fra tutti quello per il più appropriato ricorso al taglio cesareo primario del punto nascita dell’ Ospedale di Latina, che è diventato già da diversi anni,  il punto di riferimento per tutti gli altri in regione (benchmarking regionale).

Anche nel settore della chirurgia addominale sono stati registrati significativi progressi rispetto al passato; la proporzione di colecistectomie per via laparoscopica eseguite nell’Ospedale di Formia, con degenza post – operatoria inferiore a tre giorni risulta essere  la più bassa in tutto il territorio regionale . Ciò comporta una riduzione dei giorni di degenza potenzialmente inappropriati e libera posti letto a disposizione del Pronto Soccorso.

L’auspicio è che anche altri servizi della sanità pontina diventino “eccellenti” e la ricetta proposta dalla direzione aziendale, in accordo con gli indirizzi regionali per rispondere alle sfide sanitarie,  è l’introduzione di nuovi modelli organizzativi che rendono il sistema sanitario pontino sostenibile e improntato al miglioramento della qualità dei servizi.

Le coordinate sulle quali si è mossa  la direzione aziendale in questi mesi sono:

1) Consolidamento  della rete ospedaliera.

  1. A) Con la riattivazione del progetto DEA di II livello –  l’ Ospedale di Latina sarà  in grado di

assicurare prestazioni di alta specialità quali:

  • la Terapia intensiva neonatale (T.I.N.), con 2 culle più altre  2 di sub intensiva che verranno incrementate a 4 + 4 a regime,
  • Unità  di  Trattamento  Neurovascolare di I livello (stroke), con 2 posti letto dedicati e

successivo ampliamento a 6 posti ( a regime nel 2017) con parallela attivazione di protocolli per  la trombolisi in sedi periferiche,

  • Ampliamento del reparto di Rianimazione con attivazione di ulteriori 6 posti letto, passando così da 8 a 14  di posti letto,
  • Ristrutturazione  dei  Pronto soccorso con progetti in fase di definizione.
  1. B) Con le deroghe e le autorizzazioni ottenute dalla Regione Lazio  è possibile procedere alla  “messa a   regime” di:
  • la rete ortopedica       (6 unità)
      • la rete pediatrica        (5 unità)
      • la rete emodinamica  (5 unità)
      • servizio di anestesia e rianimazione (10 unità)

Sono  già in corso, inoltre,  le selezioni pubbliche per la nomina dei Direttori delle unità di Cardiologia,  Pediatria T.I.N. e Servizio Farmaceutico ospedaliero.

E’ in corso l’individuazione del Direttore di Struttura complessa della Chirurgia di Terracina.

2) Prevenzione

E’ fondamentale il ruolo della prevenzione per un modello che s’incardina sull’iniziativa dell’offerta sanitaria, per ridurre al minimo lo sviluppo di patologie spesso croniche ed invalidanti per la popolazione. I cittadini sono fautori del loro benessere e sono al centro di qualunque iniziativa di salute. Il loro coinvolgimento parte già dai consessi educativi, tant’è che saranno implementati gli interventi nelle scuole, così come nei luoghi di lavoro, volti alla promozione di stili di vita sani e alla dissuasione da comportamenti nocivi per la salute, non solo fisica ma, anche psicologica, soprattutto per gli adolescenti. Infatti si mira anche a rafforzare l’adesione agli screening proposti per la prevenzione del tumore alla mammella, al colon-retto e alla cervice uterina. Attualmente, infatti, gli indici di adesione sono rispettivamente del 55%, 26% e 31% e rappresentano una criticità  che necessita di efficaci strumenti di coinvolgimento del cittadino.

A tal fine l’Azienda lancerà diverse campagne informative rivolte agli stakeholders interni ed esterni quali le scuole, enti pubblici e privati, per diffondere il nuovo modello in grado di cogliere in positivo l’innovazione e il cambiamento e rinforzare il Patto con i cittadini.

3) Riorganizzazione della Rete territoriale.

L’assistenza territoriale nella Asl di Latina si presenta con situazioni a macchia di leopardo, dove a fronte di realtà dotate di livelli di servizio adeguate, ve ne sono altre che risultano pesantemente penalizzate.

L’ obiettivo, entro la fine del mese di giugno, consiste nella definizione puntuale di bisogni di assistenza dei cittadini per singolo Comune, per definire i livelli di assistenza secondo il principio  della “ prossimità delle cure” rispetto alla complessità dei servizi, cosi da giungere progressivamente al riequilibrio “sostenibile” della domanda e offerta. Tale modello concettuale permetterà una definizione dell’organizzazione territoriale dei servizi come le Case della Salute, UCP ecc.

In secondo luogo, il programma di lavoro prevede la piena attuazione del modello della presa in carico e della continuità assistenziale a partire dalle patologie croniche, sulla base di specifici percorsi clinico assistenziali, condivisi tra medici di medicina generale , specialisti e ospedalieri.

In tale ambito sono già stati realizzati o in fase di completamento numerose attività quali la attivazione  dell’AMBU-FEST, percorsi integrati di cura per la broncopatia cronica ostruttiva e per il diabete, e l’individuazione di un team multidisciplinare per la gestione di pazienti in nutrizione artificiale.

Quanto esposto presuppone un cambiamento radicale della governance aziendale e del modello di organizzazione dei servizi territoriali che prevederà la:

  1. trasformazione del ruolo dei Distretti da erogatori di servizi a governatori locali con funzioni di committenza e garanzia.
  2. realizzazione di un Dipartimento di cure Primarie ( DCP) aziendale.

4) Interventi  rete dei servizi per la salute mentale

La ricomposizione dei diversi sistemi della offerta sociale e sanitaria attraverso la definizione di percorsi integrati, in particolare nell’assistenza alle persone portatrici di bisogni multipli e complessi troverà una sua applicazione anche nell’ambito delle patologie psichiatriche.

E’ prevista una  riorganizzazione della rete dei servizi in grado di fornire un intervento integrato, con particolare riguardo alla riabilitazione  e alla gestione degli stati di crisi per quanto relativo alla patologia psichiatrica del bambino e dell’adulto.

Particolarmente nell’ambito della Neuropsichiatria infantile vengono sostenute sperimentazioni di nuovi modelli di intervento nell’ambito dei disturbi dello spettro autistico, che hanno al centro la formazione, il lavoro, la residenzialità e la rete sociale. In tal senso è stato da poco attivato un progetto che  vede coinvolti associazioni di volontariato, Università “ la Sapienza”, Istituto Superiore di Sanità e le scuole.

Altro obiettivo previsto è  l’aumento delle competenze professionali degli operatori per far fronte a tutte le patologie psichiatriche, anche per quanto relativo al  recupero delle persone affette da dipendenze patologiche , attraverso interventi diversificati che prevedono la partecipazione di più soggetti, ivi compresi i familiari.

5) Efficientamento della macchina di supporto

Sono già in “cantiere” iniziative volte a riorganizzare la macchina amministrativo-gestionale dell’azienda, con lo scopo di agevolare il cambiamento della sanità pontina.

Le  direttrici su cui si muove l’azienda in tal senso sono :

  •  la riorganizzazione aziendale verso un nuovo  modello manageriale,
  • lo sviluppo di sistemi informativi,
  • l’introduzione di  funzioni strategiche di staff alla direzione,
  • la valorizzazione  del patrimonio professionale,
  • ridefinizione dell’Atto Aziendale,
  • riformulazione del Piano Strategico.

Il percorso complesso necessità di essere avviato con la piena collaborazione dei cittadini, degli stakeholders interni e esterni e dei decisori politici,  tutti chiamati a quel cambiamento culturale che consentirà lo sviluppo di un modello sostenibile, in grado di conciliare le risorse disponibili con il miglioramento della qualità dei servizi offerti.

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