Paolo Costa
Paolo Costa
Scale Santa Teresa
Scale Santa Teresa
Elvio Di Cesare
Elvio Di Cesare
Fabio
Fabio
Giuliano
Giuliano
Fantasia e Costa
Fantasia e Costa
Movimento Cinque Stelle
Movimento Cinque Stelle
Movimento Cinque Stelle
Movimento Cinque Stelle
Paola Villa
Paola Villa
Paolo Costa
Paolo Costa
Scale di Santa Teresa
Scale di Santa Teresa

La mattina del 23 luglio gli attivisti del Movimento Cinque Stelle, in risposta alla richiesta di convegno sugli Stati Generali sull’Antimafia tenutasi a Formia però a porte chiuse nell’aula consiliare Erneto Ribaud con un  incontro aperto ai sindaci o ai loro vice e alle forze dell’ordine e alla magistratura ed hanno definito attraverso dei cartelli il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti un vero e proprio Pinocchio, in quanto si l’ha organizzato ma non si è presentato in questo convegno che doveva parlare della situazione della criminalità organizzata nel Lazio e nella  nostra provincia. L’attacco dei Cinque Stelle era rivolto soprattutto a lui, che si trova in casa la situazione di Roma Mafia Capitale, con coinvolgimento di vari personaggi sia in regione e sia in Comune, determinando poi anche un rimpasto nella giunta Marino di qualche giorno fa. Se venire a parlare di mafia si intende farlo a porte chiuse, i Cinque Stelle non ci stanno a questo gioco e per questo, visto che gli è stata impedita di fare una manifestazione, hanno indetto una conferenza stampa dove gli operatori dell’informazione sono più che benvenuti per far conoscere le loro ragioni di questo dissenso, di una politica che non convince a pieno.

Il primo a parlare è Delio Fantasia, che ha ribadito la non completa disponibilità a permettere ai cittadini di poter ascoltare quello che sarà poi detto nelle interviste con la stampa, un summit di Stati Generali sull’Antimafia per parlare di legalità e di criminalità organizzata, ma questo summit si è ridotto invece ad una passerella con i sindaci ed è stato precluso l’accesso al pubblico, non è stato consentito l’accesso a quelle associazioni che invece affrontano il problema giorno del giorno, neanche agli appartenenti dell’Osservatorio comunale contro la  criminalità, in pratica era una passeggiata questa situazione alla quale Zingaretti voleva imprimere la propria firma. Ma non è che con questi incontri passerella che viene ristabilita la legalità in questo comune, e ne con un mese della legalità si possa affrontare il problema a vari livelli. Non è con questi incontri passeggiate si possono affrontare i temi della legalità, anche perché il Presidente della regione va dove c’è da raccogliere applausi e non per confrontarsi con chi vive questi problemi giorno per giorno, perché la vera anticamorra la fanno i cittadini nelle piazze alla luce del sole come parafrasa anche un film di Luca Zingaretti Alla luce del sole sulla figura di Don Puglisi, ma è solamente una passeggiata che Zingaretti doveva fare a Formia, un incontro a porte chiuse, invece le persone presenti voleva dire cose che riguardano questo comune come il “Sistema Formia” che ha coinvolto numerosi amministratori del passato e dirigenti del Municipio, perché da quando è partita l’inchiesta non è stato mosso un dito per cui si sta peggio di quanto si è cominciato. Che senso ha quindi questo summit contro la criminalità organizzata, Il comitato di Lotta spontanea contro Acqualatina ha presentato un interrogazione nello scorso febbraio di un investimento previsto di 18  milioni di euro per Ponza e Ventotene, Ma non hanno risposto. Non è questo un atteggiamento corretto nei confronti dei numerosi cittadini perché così si crea una atteggiamento mafioso che fa concorrenza alla vera mafia. Anche la situazione di Roma Mafia Capitale resta allarmante perché anche se  Zingaretti direttamente non è coinvolto lui non poteva non sapere che i suoi uomini erano corrotti, allora o dorme oppure e connivente. Eppure proprio Zingaretti aveva detto, all’indomani della sua elezione nel Consiglio regionale, di voler ripulire la regione Lazio, ma persone come De Filippis per anni sono rimaste al loro posto come dirigenti negli uffici regionali, ed hanno amministrato enti come l’IPAB SS. Annunziata. Dire di non essere indagato non regge più, ed ecco quello che il Movimento Cinque Stelle avrebbe voluto dire oggi.

Paola Villa che è una attivista politica che ha detto molte cose sulla contiguità tra la politica corrotta ed anche la posizione economica di alcuni enti per portare avanti le istanze dell’assemblea popolare del Golfo, che lavora sul territorio e facendo tavoli tecnici sul pet-cook ma su questi tavoli tecnici come oggi quello sull’Antimafia che si sta svolgendo a Formia e per la Associazione contro le polveri del Golfo  e di altre associazioni non sono state invitate a questi tavoli tecnici e quindi non è la prima volta. A diecenbre a Latina si è riunita la Commissione Antimafia parlamentare per confrontarsi sui temi della legalità, perché così aveva promesso la presidente Rosy Bindi che ci sarebbe stato questo incontro, e durante quell’incontro è stato presente anche il senatore Fazzone (non è strano visto che fa parte della commissione antimafia del Senato della Repubblica) Un magistrato che aveva avuto delle chiare minacce qualche tempo prima fa riflettere perché si vogliono incontri a porte chiuse. Infine la questione del porto di Gaeta e del deposito di sessa Aurunca abbandonato da anni, e quindi è stata una pale se ingiustizia non far assistere queste associazioni a questo incontro, ascoltare per prendere appunti importanti per ricostruire storie, così come il famoso venerdì 29 maggio, quando è stato ucciso Mario Piccolino ed è stata organizzata una fiaccolata che il sindaco ha chiesto di spostare alle ore 21,00 in quanto aveva un incontro con il Questore e con il Prefetto ma già un ora dopo della sua morte si sapeva che la criminalità non c’entrava nulla su questa cosa ma il sindaco ha strumentalizzato la vicenda e ha dato visibilità alla questione come se Formia fosse una Casal di Principe. Così come intercettazioni varie che non devono essere conosciute, ma quello che più conta e che si possa finalmente dire che Ilaria Alpi è stata uccisa perché aveva scoperto che a Gaeta nel porto commerciale c’era un traffico di armi diretto in Somalia dove ha trovato la morte insieme al suo video operatore Milan Hrovatin (perché Paula Villa ha fatto sessismo al contrario, forse perché donna deve nominare solo le donne uccise e non anche gli uomini che sono morti per questo motivo?)

Ha rincarato la dose il presidente dell’associazione Antonino Caponnetto Elvio Di Cesare che si è complimentato per questa organizzazione, ed a Formia in questa occasione si è assistito ad un fatto di gravità unica, perché la cosiddetta antimafia politica che comprende una parte delle istituzioni che si trova al chiuso della sala Ribaud e l’antimafia dei cittadini che è quella reale, e quella che vive sul territorio, che disegna una forte e netta spaccatura all’interno di coloro che dicono di voler combattere le mafie con una iniziativa assurda e quindi si è consumata questa frattura che ha come responsabili i componenti del Partito Democratico e che quindi avrà delle ripercussioni molto serie sul territorio e quindi significa che con questi soggetti non si può collaborare. Non hanno ritenuto confrontarsi con chi l’antimafia la fa ogni giorno sul territorio, ma hanno preferito discutere al chiuso, tra di loro, spaventati e timorosi di quello che poteva accadere, addirittura vietando l’accesso alle scale che portano Santa Teresa ma rifiutare il confronto significa non voler parlare alla gente, con omissioni politiche in un territorio che pullula di associazioni mafiose, che vengono fatte indagini quando interviene la DIA di Roma o di Napoli, e questo sarebbe stato detto in questo confronto, e proprio una proposta dell’associazione ha fatto nascere l’Osservatorio Comunale per lo studio dei fenomeni mafiosi a Formia, ma che non sta svolgendo i compiti che si erano prefissati all’origine, per questo si ha paura venire a confronto, di un fenomeno che ormai ha raggiunto livelli insostenibili.

Giuliano della sezione della Associazione Caponnetto di SS. Cosma e Damiano e Castelforte  ha voluto portare la testimonianza di questa situazione di diniego ad istituire sezioni per sutdiare il fenomeo della criminalità nei vari paesi.

Barbara Sartori invece con la sua veemenza ha voluto dire che ai cittadini (bisogna dire a Barbara che il cammino elettorale è ancora lungo, ci vogliono ancora 2 anni e 10 mesi prima di andare a votare a Formia per le amministrative) che lo slogan di Zingaretti è stato IMMAGINA, ma immaginare di vedere che si mettessero a posto settori come la sanità, la scuola,il lavoro, ed altro. Invece non bisogna immaginare proprio niente, perché ci sono dei dirigenti, degli assessori inquisiti e che non sono rimossi, ma la legge in questo caso dice che se non sono condannati non si può far nulla. L’antimafia non si può fare  a porte chiuse, perché si crea un clan politico e una amministrazione seria permette ai cittadini di partecipare. Non si può assistere a delle vergogne come quella che si è vista nel Dejà vu, chiuso dal prefetto quando tempo fa un esponente di una nota famiglia ha accoltellato una altra persona prendendo il coltello dal banco del bar.

L’ultimo intervento è stato quello di Fabio che ha posto l’accento come volontario di Libera sulla questione di un convegno organizzato a Formia, dove un’ora dopo l’omicidio di Mario Piccolino si sapeva che non era stata la camorra, ma si è preferito calcare quell’onda in quanto così doveva apparire per dare un risalto eccessivo al problema, quando Acqualatina continua a fare il suo sporco lavoro a carico dei cittadini che non hanno reddito. Quindi bisogna partecipare il più possibile ed informarsi.

Questa è stata la sintesi di questa conferenza stampa al pubblico per manifestare la contrarietà alla chiusura a questo convegno, di una presenza al 45% dei sindaci dell’intera provincia, ossia 15 su 33.

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