Confcommercio, Ue non decida regole locali

Carlo Sangalli

Un appello lanciato dal presidente nazionale della Confcommercio Carlo Sangalli, ha lanciato all’Europa, intervenendo a un convegno sul futuro dell’Ue organizzato al Parlamento europeo. Il presidente dell’associazione ha detto che da una parte c’è “bisogno di più Europa” su temi internazionali come sicurezza, commercio elettronico e concorrenza; dall’altra, in settori locali o con profonde differenze tra gli Stati, Bruxelles dovrebbe “solo delineare dei principi guida”, lasciando ai territori “la definizione delle regole”. Le regioni e i singoli Paesi, ha precisato Sangalli presentando un Position Paper per rispondere al Libro bianco sul futuro dell’Europa, devono essere liberi di agire “dove uno sviluppo territoriale non può e non deve essere ‘calato dall’alto'”, “e penso in particolare alla programmazione urbanistica e commerciale, al welfare, alla contrattazione, alla scuola”.

Tra le cose da migliorare nell’Ue, secondo il presidente dell’associazione dei commercianti, è centrale la possibilità per le imprese del terziario di crescere e partecipare ai bandi europei. Il ruolo che “i settori del commercio, turismo, servizi, trasporti e nuove professioni svolgono” deve essere “tutelato e valorizzato”, ha evidenziato Sangalli. Il presidente di Confcommercio ha quindi fatto riferimento alla politica di coesione post-2020: sono 10 le priorità d’intervento individuate, tra cui lo svincolo dei fondi strutturali da austerity e patto di stabilità, maggiore sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese, una riforma degli aiuti di Stato in deroga e l’adozione di un nuovo “regime di aiuto a finalità locale” basato sulla territorialità.

 

 

 

 

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