Condanne per l’inchiesta Superjob nel tribunale di Latina

Aula di tribunale

Ci sono state una valanga di condanne per l’inchiesta Superjob che a febbraio dello scorso anno aveva portato all’arresto di 18 persone accusate a vario titolo di avere messo in piedi una organizzazione criminale, operante su scala internazionale, dedita alla commissione di reati tributari e reati contro la pubblica amministrazione tra cui quello di evasione delle imposte. Nel pomeriggio del 30 settembre al termine di una camera di consiglio durata quasi sette ore il giudice per l’udienza preliminare Giorgia Castriota è tornata in aula per leggere la sentenza con la quale ha disposto condanne per oltre 60 anni di carcere ai quindici imputati che hanno scelto il rito abbreviato beneficiando dunque della riduzione di un terzo della pena. Il verdetto più pesante è arrivato per il commercialista Fabio Cardenia condannato a sei anni e otto mesi, due mesi in più rispetto alla richiesta del pubblico ministero. Queste le altre condanne: Enrico Fiorillo sei anni di reclusione; il finanziere Carmine Speranza quattro anni e quattro mesi; Salvatore Martano quattro anni; Simona Nardi tre anni e quattro mesi; tre anni ciascuno a Rinaldo Moscatelli, Federico Paoloni e Marco Cristofaro; Clementina Sperla tre anni e quattro mesi; Graziella Caddeo tre anni e tre mesi; Vincenzo Marrazzo due anni e otto mesi; Giacomo Carosi tre anni e tre mesi; Corrado Stoppa quattro anni e quattro mesi; Andrea e Alessandro Aquilini quattro anni ciascuno. Interdizione perpetua dai pubblici uffici per Fiorillo e Cardenia. Si è arrivati a queste condanne perché la Guardia di Finanza aveva scoperto un sistema di società cooperative, tutte riconducibili al commercialista Cardenia e all’imprenditore di Pavia Fiorillo, intestate a prestanome e destinate a rimanere in vita appena qualche anno. In questo lasso di tempo venivano utilizzate   per compiere una serie di reati tributari con un giro d’affari quantificato dagli investigatori in circa 90 milioni di euro.

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