Carabinieri

E’ arrivata la condanna emessa dalla Corte di Appello di Roma per  Sergio Gangemi a sette anni, due mesi e venti giorni di carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Nel pomeriggio del 10 giugno è stata emessa la condanna in secondo grado recependo quasi integralmente la precedente di primo grado emessa dal Tribunale di Velletri con la condanna a nove anni di carcere. L’indagine che ha portato a quesrto risultato giudiziario ha portato all’arresto dellì’imprenditore calabrese era stata avviata dalla Dda dopo gli attentati contro due imprenditori di Aprilia e di Pomezia con l’utilizzo di bombe a mano e di un fucile d’assalto tra il 2012 e il 2016. La procedura investigativa ha fatto emergere che all’origine delle pesanti intimidazioni c’era un prestito milionario fatto dai due fratelli Gangemi agli imprenditori per salvare l’azienda. In uno degli attentati contestati, erano state lanciate cartucce all’interno dell’abitazione della vittima ed erano stati esplosi colpi di arma da fuoco contro la casa in cui erano presenti i familiari dell’imprenditore. Qualche giorno prima della prima udienza del processo d’Appello Sergio Gangemi attraverso il suo legale aveva provato ad offrire un risarcimento per il danno di immagine al Comune di Aprilia che nel procedimento in questione si è costituito parte civile con l’avvocato Giulio Vasaturo ma il sindaco Antonio Terra aveva rifiutato la proposta “a tutela dell’immagine e del buon nome della collettività apriliana”, arrivando alla condanna di secondo grado.

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