Condannato Di Raimo per l’inchiesta Arpalo

Operazione Arpalo

C’è stata la prima condanna nell’inchiesta Arpalo che ad aprile dello scorso anno aveva fatto emergere l’esistenza di una associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta, al riciclaggio internazionale di denaro, al trasferimento di beni, alla corruzione e alla commissione di reati tributari e societari al centro della quale c’era, secondo gli investigatori, l’allora parlamentare di Fratelli d’Italia Pasquale Maietta. Nella mattinata del 19 aprile il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone ha condannato il commercialista Salvatore Di Raimo a tre anni e otto mesi di carcere.   Il processo, su richiesta degli avvocati Luca Giudetti e Giuseppe Napoleone, si è svolto con il rito abbreviato e nella scorsa udienza il pubblico ministero Claudio De Lazzaro, al termine di una lunga requisitoria, aveva chiesto una pena di cinque anni di reclusione. La sentenza del Gup, sebbene abbia ridotto l’entità della pena, ha di fatto confermato la ricostruzione dell’accusa sull’esistenza dell’associazione a delinquere.  Il giudice non ha previsto risarcimenti per le parti civili costituite vale a dire le curatele fallimentari delle società Emme e della Tre Assi, rappresentate dall’avvocato Claudio Cardarello e del Latina Calcio, con l’avvocato Gianni Lauretti, che aveva quantificato il danno in 15 milioni di euro. L’entità dei risarcimenti sarà definita  in separata sede.

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