Condannato a svolgere lavori socialmente utili l’ex consigliere comunale di Latina Malvaso

Malvaso e il suo legale

I Carabinieri lo avevano fermato qualche mese fa mentre era alla guida della sua auto, dopo essere passato con il rosso. Ha rifiutato di sottoporsi all’alcol test ed è stato denunciato. Protagonista l’ex consigliere comunale di Latina Vincenzo Malvaso, già condannato in primo grado per la vicenda legata alla variante di Borgo Piave.L’ex politico e costruttore del capoluogo, a processo anche per l’inchiesta Olimpia,  in attesa che venga celebrato il processo d’Appello proprio per la variante di Borgo Piave è riuscito ad evitare nuove complicazioni e ha chiesto e ottenuto la “messa alla prova” svolgendo un lavoro socialmente utileSu richiesta dei suoi legali, l’ufficio penale lo ha affidato alla Provincia, dove Malvaso dovrà recarsi una volta a settimana lavorando negli uffici, come misura alternativa per la definizione del procedimento. Sul caso arriva però la pronta reazione dell’associazione “Familiari e Vittime della Strada basta sangue sulle strade Onlus”:  “Malvaso ha ricorso alla sospensione del procedimento penale scegliendo la strada alternativa dei lavori di pubblica utilità Ci chiediamo però come mai nessuno degli attori coinvolti, dal legale all’Uepe al giudice, non abbia pensato o ritenuto opportuno affidarlo alla nostra Associazione in virtù della convenzione firmata con il Ministero della Giustizia e di una sede attiva a Latina. L’opportunità di recupero e rieducazione concessa dalla giustizia riparativa prevede che il ravvedimento sia svolto presso un ente o un’associazione no profit. Si tende quindi a scegliere una struttura che abbiatematiche vicine al reato che si è commesso, per dare un maggior valore al percorso di riparazione anche nei confronti della collettività. Fare fotocopie, sebbene sia un lavoro nobilissimo ed utile per un ente come la Provincia, di certo non ha la funzione riparativa che avrebbe l’andare alle due di notte a distribuire alcoltest fuori dalle discoteche, come fanno gli utenti che svolgono lavori di pubblica utilità con la nostra Associazione in molte città d’Italia. Ancora una volta si è pensato che la giusta collocazione per un politico fosse un ente pubblico, anziché farlo scendere in piazza per essere d’aiuto ai suoi concittadini”.

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