Tribunale

E’ stato condannato a quattro anni di reclusione, una pena superiore a quella richiesta dall’accusa Emanuel Poli, l’uomo di Sermoneta che è stato ritenuto l’esecutore materiale dei tre roghi appiccati alle auto del sindaco di Sermoneta Giuseppina Giovannoli e della sua vice Maria Marcelli. Poli, a differenza degli altri due imputati Giuseppe Gentile e Giovanni Bernardi, ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato che dà diritto allo sconto di un terzo della pena, è comparso questa mattina davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Giorgia Castriota. A fronte di una richiesta di condanna a tre anni e tre mesi avanzata dal pubblico ministero Martina Taglione, per lui è arrivata una condanna a quattro anni. Il reato del quale era chiamato a rispondere – quello di danneggiamento seguito da incendio – è stato riqualificato in quello più grave di incendio oltre all’accusa di violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario. La difesa, rappresentata dall’avvocato Dino Lucchetti, ha sostenuto che il quadro indiziario appare equivoco e ha inoltre sottolineato l’assenza nell’imputato della consapevolezza di condizionare con quei roghi l’attività amministrativa del Comune di Sermoneta. A conclusione della camera di consiglio è arrivata la condanna. Il gup ha concesso a Poli, che era in carcere dal 26 settembre dello scorso anno, gli arresti domiciliari. Per  Giuseppe Gentile, ritenuto il mandante, e Giovanni Bernardi, considerato l’altro esecutore materiale, hanno scelto il processo con rito ordinario e compariranno davanti al giudice monocratico nell’udienza del 17 maggio prossimo

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