Con la legge di stabilità regionale più certezze per sbloccare il sito ex Gambro a Latina

Ex Gambro di Latina

Le sorti del ex sito industriale della Gambro sono state veramente in cima dei pensieri del consigliere regionale di Latina Enrico Fo0rte visto che è stata una delle priorità della legge di stabilità regionale, come lui stesso ha voluto scrivere su una nota stampa: ” Il consiglio regionale del Lazio ha approvato nei giorni scorsi la legge di stabilità 2017. È un provvedimento importante con effetti positivi per le famiglie con bassi redditi ( abbassamento delle addizionali, abolizione del ticket ecc..), ma anche i riflessi sulle imprese meritano di essere sottolineati. Uno degli aspetti a mio avviso più importanti è rappresentato da un emendamento, da me scritto e sostenuto, per agevolare la riconversione dei siti industriali dismessi della nostra regione. È un atto che fornisce una cornice normativa specifica e stabile per assistere i consorzi industriali nel difficile processo di riconversione delle decine di siti dismessi presenti nel Lazio e soprattutto a Latina. Qui si sta giocando, da molti mesi e nel curioso silenzio di tanti, la vicenda della ex Gambro, dove pur a fronte di un importante soggetto imprenditoriale disposto ad investire di tasca propria (cosa che non va proprio di moda in questo periodo) si riscontrano quotidiane difficoltà di carattere tecnico e giuridico atte ad ostacolare uno, se non l’unico, processo di riconversione industriale non fittizia del nostro territorio. La norma intende dare certezza giuridica all’operato di un ente, come il consorzio Asi, che in questi mesi si è caratterizzato per concretezza, sobrietà, economicità e soprattutto come naturale veicolo per riconvertire le tante industrie chiuse a Latina dopo la cassa del Mezzogiorno e dare una prospettiva di lavoro a centinaia di lavoratori e famiglie, come è esattamente nel caso della ex Gambro. Latina è da questo punto di vista un apripista nelle procedure per la riconversione dei siti dismessi, e non faremo mancare mai il nostro sostegno concreto, posto che già ad agosto, il consiglio regionale del Lazio su mia proposta approvò un ordine del giorno sulle migliori procedure attuative per la riconversione dei siti dismessi, atto che rappresentava la premessa politica dell’emendamento che invece è stato approvato pochi giorni fa. Sono anche convinto che, anche in forza di questa norma, si possano accelerare se non sbloccare, le tante risorse del POR ( Programma operativo Lazio fondi europei) ferme ai nastri di partenza proprio per la presenza di specifiche incertezze nelle quali gli investitori si trovano ad operare quando devono spendere milioni di euro per acquisire siti dismessi sui quali vi è il rischio concreto di azioni legali da parte di curatele fallimentari o vecchi proprietari. E quindi un obiettivo immediato e concreto, (rafforzare il ruolo dei consorzi industriali niella procedura di esproprio e di rassegnazione dei siti industriali dismessi) ed uno di medio periodo, ovvero concorrere a fornire una base giuridica certa per il migliore utilizzo delle risorse POR riassunte nella procedura ‘Valore aggiunto Lazio’. Auspico  che i sindacati ed il sindaco di Latina Coletta inizino o tornino a far sentire la loro voce in questa assurda vicenda nella quale, giusto dirlo, pare che il destino di 90 famiglie di lavoratori ex Gambro stia a cuore solo al sottoscritto.”

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