Claudio Marciano, consigliere comunale, esterna il suo pensiero sull’aggressione di una coppia gay di Formia

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Volenti o nolenti, c’è una legge che è la Cirinnà che ha regolamentato l’unione tra le coppie omosessuali o come le definisce un pensatore antico, “diversamente sessuali”. L’aggressione di questa coppia è di una vigliaccheria inaudita, e il consigliere comunale Claudio Marciano, che peraltro appartiene alla sinistra che ha voluto questa legge, ha esternato il suo pensiero per stigmatizzare la violenza che hanno subito questi due ragazzi omosessuali: ” Una coppia gay vive a Formia, nel quartiere di Penitro. Da mesi subisce ogni sorta di intimidazione: scritte offensive fuori il muro di casa, uova contro le finestre, altre schifezze del genere. Pasquale e Michele hanno tutta la mia solidarietà e gli accertamenti in corso da parte delle forze dell’ordine spero riescano ad assicurare alla giustizia gli autori di questi gravissimi gesti.  Il tema però è un altro. E cioè che questi episodi nascono in una cappa di apparente indifferenza dietro cui si malcela una latente omofobia.  Questa cappa è da sempre nutrita dall’assenza di una socializzazione laica e libertaria, e dal totalitarismo valoriale ricoperto dalle comunità parrocchiali, che in alcuni quartieri sono l’unico luogo relazionale oltre il soggiorno di casa.  Sono nato a Formia, sono un suo amministratore da 12 anni, e anche se non ci vivo stabilmente da quando ho 23 anni, conosco centinaia di persone, forse migliaia. Nessuno di loro, o quasi, è omosessuale dichiarato. Nessuno, o quasi, dei miei amici di infanzia, dei compagni di classe, delle persone che ho frequentato in maniera più intima, perfino compagni di partito o movimento politico, si è mai dichiarato palesemente mentre viveva in città. E di alcuni sapevo e so perfettamente l’orientamento sessuale, sempre celato, o peggio negato.  Il Coming Out a Formia è un tabù, un nervo scoperto e dolente su cui la comunità non vuole ragionare. “Non ce l’abbiamo con i ricchioni, basta che facciano le loro cose nascosti”. Questa è la lapide che Formia, assieme purtroppo a tantissime altre città, ha calato sul tema da troppo tempo. Ecco perché una coppia omosessuale che vive in un complesso di edilizia popolare fa scandalo e richiama l’odio e l’aggressione di qualche idiota. Per questo, anche se alcuni non lo capiscono nemmeno a sinistra, la migliore risposta alla cappa omofobia è la provocazione, la goliardia e la pacchianaggine di un Pride.  Bisogna mostrarsi, rivelarsi, infastidire la serenità borghese e perbene che vuole l’omosessualità confinata in una gabbia, quando invece trasborda non solo in tanti uomini e donne, ma in ognuno di noi.”

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