Adinolfi, Lega: «Da Bruxelles no ai cinesi che volevano copiare la Vespa, ora però l’Ue tuteli anche le eccellenze agroalimentari italiane e della provincia di Latina e acceleri sul Made in»
 
LATINA – Quasi in contemporanea con la festa della Repubblica Italiana, in queste ore l’EUIPO, l’ufficio UE che si occupa dei diritti di proprietà intellettuale, ha dichiarato nullo il design registrato da una società cinese che si presentava quasi interamente simile alla Vespa, il più iconico dei modelli Piaggio.
«Come membro della Commissione Industria del ParlamentoEuropeo mi compiaccio che le forme inconfondibili della Vespa, vero e proprio simbolo del costume e del design italiano, siano state giudicate tutelabili sia sul piano della validità del marchio sia sotto il profilo dei diritti di proprietà intellettuale e del design industriale.
Di fatto due ottime notizie: la prima già nota a tutti, ossia che il gusto il design lo stile italiano sono invidiati e copiati in tutto il mondo; la seconda che finalmente si pone un freno al fenomeno,  molto radicato all’estero, dove si ricorre troppo spesso all’utilizzo di etichette, simboli, colori o figure sull’imballaggio che evocano l’italianità di prodotti fabbricati in realtà all’estero.

Vespa Piaggio


Simili condotte, a prescindere dalla qualità intrinseca del prodotto “italian sounding” ingannano, anche al di fuori del territorio nazionale, milioni di consumatori e provocano così ingenti danni economici al vero “made in Italy” e alla nostra economia per miliardi di euro all’anno.Un fenomeno che colpisce tutti i settori, ma in particolare anche e soprattutto l’agroalimentare, punto di forza della nostra provincia e del territorio Laziale che vantano eccellenze invidiate e contraffatte in tutto il mondo. Auspico dunque che dopo questa decisione si possa proseguire in Europa nella tutela dei prodotti e delle eccellenze italiane e locali, così come auspico che si possa riprendere in sede Europea la discussione sul ‘Made in’, ossia quel provvedimento – che approvato dal Parlamento Europeo e bloccato in sede di Consiglio d’Europa per l’opposizione degli stati del Nord – consentirebbe finalmente ai consumatori di conoscere esattamente la provenienza dei prodotti sugli scaffali, evitando così di acquistare quelle merci con il marchio di prodotto nazionale ma che sostanzialmente vengono lavorate per gran parte del processo produttivo nei paesi extra Ue. Solo così si potrebbe mettere un freno al paradosso di una merce apparentemente italiana, importata invece da fuori continente con grave danno per i nostri produttori locali e nazionali e il nostro sistema economico già duramente provato dalla pandemia e dal lockdown».


Lo dichiara in una nota l’Eurodeputato della Lega, Matteo Adinolfi

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