2f8317162463f0763279654bcde5aa5f-kJyF-U10601783575347NrC-700x394@LaStampa.itL’evoluzione non conosce fini, così come il desiderio (smania) dell’uomo di applicarla a tutti gli aspetti della vita. Ecco allora l’intenzione di realizzare opere d’arte distrutte con le stampanti 3D: “Massimo Moretti ha inventato Wasp per costruire case a basso costo destinate soprattutto ai Paesi in difficoltà, ma ora Big Delta, la stampante 3D più grande al mondo, restituirà alla collettività i tesori distrutti dall’Isis. E’ stato presentato a Roma durante la terza edizione del Maker Fair, il progetto ideato dall’associazioneIncontro di Civiltà […] L’obiettivo è quello di ricostruire in scala reale alcuni degli antichi manufatti devastati negli ultimi mesi dal califfato in Siria e in Iraq. […] Chiave dell’iniziativa è proprio la stampante 3D di 12 metri che la Wasp di Ravenna, acronimo di World’s advanced saving project, ha inventato per stampare case in argilla complete in poche ore, a costi limitati e a impatto ambientale quasi zero. Tramite Big Delta “Incontro di Civiltà” vorrebbe ridare vita alle opere scultoree e architettoniche di inestimabile valore che i terroristi dell’Isis hanno devastato nel corso della loro avanzata tra Siria e Iraq. Come? Stampandole in scala 1 a 1. “Un dovere nei confronti della popolazione locale e dell’umanità intera”, ha detto Rutelli, “perché con le nuove tecnologie è possibile fare ciò che prima era impossibile.”” [ilfattoquotidiano] Il problema, però, rimane. E anzi si rischia di ignorarlo abbagliati dalle luci della tecnologia. Il prodotto realizzato con una stampante, per quanto preciso e perfetto possa essere, è appunto un prodotto e non un’opera d’arte. Si pone il problema, ampiamente trattato da Walter Benjamin nel suo L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica dell’autenticità dell’opera d’arte. Così come non si deve ignorare che la storia dell’uomo è fatta di nascite, ma anche, per quanto tragiche, di morti. “Gli edifici accompagnano l’umanità fin dalla sua preistoria. Molte forme d’arte si sono generate e poi sono morte. La tragedia nasce coi greci per estinguersi con loro e per poi rinascere dopo secoli; ma ne rinascono soltanto le regole. L’epopea, la cui origine risale alla giovinezza dei popoli, si estingue in Europa con l’inizio del Rinascimento. La pittura su tavola è un frutto del Medioevo e nulla può garantirle una durata ininterrotta.” [W. Benjamin – L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica] Forse non c’è un’unica risposta univoca a questo tipo di problemi; ma appare evidente che la soluzione non è quella della tecnica delle stampanti 3D.

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