Chiusi otto megastore Trony a Roma del gruppo Edom: intervento di Fratelli d’Italia

Trony a Ponte Milvio

Oltre al danno la beffa, perché non era uno solo, ma bensì ben otto punti vendita legati a Trony, perché il tribunale fallimentare di Roma ha decretato la fine economica del gruppo Edom a Roma in quanto gestiva ben otto punti vendita affiati a Trony, uno dei franchising più noti che si occupano di vendita di prodotti di elettronica di consumo. Secondo il quotidiano on-line l’Unico, che ha reso pubblica la notizia, 180 dipendenti dal 17 febbraio non potranno più lavorare in questa azienda. I punti vendita chiusi sono situati in questi punti della città: Vigna Stelluti, via Tiburtina, Romanina, via Appia, Bufalotta, Cinecittà 2, Ponte Milvio, e via Oceano Pacifico. Ovviamente i lavoratori non se ne sono stai zitti, ma hanno protestato fuori dai punti vendita che avevano dato da mangiare a loro, in particolare a Ponte Milvio. Ma perché è successo tutto questo? Una sentenza che è stato la risultanza finale di una  inchiesta che già dal 2013 portò all’arresto di Alessandro Febbraretti, dominus del marchio nella Capitale. Nel 2015 l’imprenditore – dopo l’arresto del 2013 per evasione fiscale, falsa fatturazione e riciclaggio – era tornato alla guida del gruppo costituendo la società di partecipazioni Plutec Srl, di cui era socio con Carlo Rufo, e che controllava dall’avvio del concordato del 2015, il 100% di Edom, che a sua volta controllava 14 partecipate e gli otto store romani con marchio appunto di Trony. Ma i dipendenti non si aspettavano la chiusura anche se per le difficoltà del gruppo la società aveva già ridotto il personale del 50% tanto è vero che i dipendenti che lavoravano a Ponte Milvio erano contenti di lavorarci in quanto veniva garantita la puntualità di pagamento degli stipendi. Ma ormai la sentenza del Tribunale non da scampo al gruppo Edom, dove peraltro gli enti che si erano messi d’accordo per il concordato si sono ritirati mettendo nei guai la società stessa e quindi non si può far altro che dare inizio alla procedura di liquidazione. Si diceva prima che la storia era iniziata nel 2013 quando l’antifrode dell’Agenzia delle Entrate aveva segnalato anomalie nei bilanci delle aziende riconducibili alla rete societaria di Febbraretti, con fatturazioni fittizie finalizzate atte alla produzione di fondi neri per oltre 20 milioni di euro. Il PM Stefano Fava aveva ordinato una confisca per un totale di 9 milioni, con accuse che andavano dall’evasione fiscale alla falsa fatturazione, e poi ancora operazioni bancarie sospette a San Marino e prelievi anomali da bancomat per 3 milioni di euro. In più un suicidio aveva sconvolto le sorti dell’azienda: Giacomo Mirabilia, responsabile marketing di Edom si era tolto la vita nel dicembre del 2103. Un tentativo di salvare almeno dei posti di lavoro lo ha fatto attraverso Nova, consociata romana di Euronics che aveva messo sul piatto una offerta per rilevare il gruppo Edom di 31 milioni di euro, ma respinta in quanto non ritenuta sufficiente. Il futuro di 160 famiglie è a rischio, perché non si capisce cosa succederà. Il punto vendita di Ponte Milvio resta il più delicato in quanto rischia di condizionare negativamente anche il mercato rionale, già fortemente in crisi. Questa zona già in passato ha avuto problemi perché prima che arrivasse Trony questo era un centro commerciale dove erano presenti dei negozi, ma la mancanza di parcheggio e le leggi del mercato hanno decretato la fine di questo centro commerciale. Nel 2011 arrivò Trony e già il battesimo era stato poco felice perché Tutti ricordano l’inaugurazione pubblicizzata alla radio con sconti pazzi che attirarono folle oceaniche in delirio per la promessa di accaparrarsi un televisore o un telefonino sotto costo. Ponte Milvio e Roma Nord andarono in tilt per un giorno. Trony  fu condannata a marzo 2013 a risarcire il Comune di Roma con ventimila euro. Febbraretti non fece in tempo a scusarsi con i romani per i disagi che qualche mese dopo venne arrestato. Passata la detenzione ci riprovò. Adesso la parola fallimento non è più un presagio, ma una sentenza e in questo contesto si inserisce l’intervento del consigliere regionale Fabrizio Santori, di Fratelli d’Italia sollevando per primo la questione: ” La Regione Lazio e il presidente Zingaretti devono affrontare al più presto il caso dei licenziamenti dei megastore Trony che stanno investendo ben 160 dipendenti e le loro relative famiglie. Il dramma dell’occupazione sembra non volere abbandonare la nostra regione oggi ci troviamo a dover chiedere una mobilitazione straordinaria in seguito al fallimento del Gruppo Edom Spa, controllore di otto negozi nel settore dell’informatica e degli elettrodomestici dislocati sul territorio della Capitale, come denunciato dal quotidiano online L’Unico. Da Vigna Stelluti, via Tiburtina, Romanina, via Appia, fino a Bufalotta, Cinecittà 2, Ponte Milvio, ed Euroma 2 i megastore hanno abbassato la cler e i lavoratori si sono ritrovati da un giorno all’altro senza un posto. Nonostante non siano mancate le offerte pervenute in passato per evitare questo triste epilogo non si è potuto scongiurare il default e l’ennesimo dramma del lavoro nella nostra regione, dopo i licenziamenti di Almaviva e il trasferimento di giornalisti e operatori Sky. Il nostro territorio si sta lentamente e inesorabilmente svuotando, subendo una progressiva desertificazione dell’offerta occupazionale. Arretrando il lavoro, c’è il rischio che il Lazio possa diventare suo malgrado terreno fertile per l’avanzare dell’illegalità e degli speculatori. E’ obbligatorio contrastare questa pericolosa deriva, e nello specifico chiediamo al presidente Zingaretti di attivarsi affinché venga aperto immediatamente un tavolo in Regione al fine di trovare una soluzione che possa salvaguardare i livelli occupazionali dei 160 dipendenti di Trony. Persone che con un contratto a tempo indeterminato, un mutuo e una famiglia sulle spalle, si è ritrovata senza uno stipendio per colpe non proprie”.

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