C’eravamo tanto amati….. il nuovo idillio tra Punti e Trump

Trump e Putin

Nessun dissidio tra i due presidenti più potenti della terra: al summit di Helsinki, sembra che sia proprio idillio tra Trump e Putin . Tanto che il presidente russo, sul tema del Russiagate, il più caldo, si è permesso perfino di scherzare: “Sì, ho aiutato io Trump a vincere le elezioni, perché lui mi prometteva di rendere migliori le relazioni fra i nostri Paesi.” Incuranti delle proteste al di fuori del luogo del vertice, tra striscioni di chi dava loro dei fascisti e gli attivisti di Greenpeace che mostravano lo slogan “riscaldate i nostri cuori, non il pianeta“, il leader russo e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non hanno nascosto il loro feeling. Alla fine delle due ore e dieci minuti di summit, Putin ha detto: “E’ un inizio molto buono. Dobbiamo ricostruire le fondamenta dei rapporti tra i nostri paesi e trovare il modo di metterli sui binari della crescita. Dobbiamo lasciare dietro le spalle questo clima da guerra fredda, non c’è bisogno dello scontro, la situazione è cambiata, bisogna affrontare le sfide comuni, il terrorismo sempre in crescita e il crimine internazionale, per non parlare dei problemi economici e ambientali.” Più ruspanti i toni di Trump: “Il Russiagate  stato solo una farsa, Mosca non ha mai interferito nei nostri affari, né lo farà.”  Punti sul Russiagate: “Ero ne Kgb, so bene come vengono creati questi dossier.” A parte l’ombra degli attivisti informatici russi per pilotare l’esito delle elezioni Usa, gli altri temi discussi da Vladimir Putin e Donald Trump sono stati le difficili situazioni in Crimea, Siria, Iran. Ha spiegato Putin : “Sulla Siria  dobbiamo metterci d’accordo su come riportare la pace in quel Paese. dobbiamo ristabilire la pace e la riconciliazione.”. Trump ha parlato del nodo della proliferazione nucleare: “Ho aggiornato il presidente sul mio incontro con Kim e sono sicuro che Russia e Putin vogliono mettere fine al problema della Corea e lavorare con noi per trovare una soluzione. Bisogna fare pressione per contenere le ambizioni nucleari dell’Iran e per mettere fine alla sua campagna di odio in Medio Oriente”. Così Putin a proposito dell’Iran: “Hanno accettato i controlli e questo ha impedito un’escalation”. Infine, ecco la Crimea, dove i due leader non hanno nascosto la differenza di vedute: “La vediamo diversamente. Per la Russia la questione della Crimea è “chiusa” perché l’annessione è avvenuta in seguito ad un referendum conforme alla legge”. Ma Trump non può ignorare la divisione che esiste fra i repubblicani, parte del partito è assolutamente contrario ad aperture nei confronti di Putin. La differenza, rispetto alle dure posizioni del presidente Usa su Cina ed Ue, è che la destra americana considera Pechino e Bruxelles come avversari in campo economico, mentre Putin viene avvertito come un nemico vero. Ed ecco perché i toni concilianti del presidente americano durante il summit di Helsinki piaceranno ad alcuni, spiazzeranno altri ma ne scontenteranno molti di più.

Articoli Correlati

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *