Cellulare per i bambini di 3 anni: alcune domande

bPhone-U10_88707_1La tecnologia, probabilmente stanca di un target “limitato” a specifiche fasce d’età, prova ad abbattere i muri e propone il cellulare specifico per i bambini di 3 anni. Eccone i dettagli: “Tra le novità che saranno presentate anche il primo telefonino per i nativi digitali, parliamo di un cellulare adatto ai 3 anni, ovviamente semplicissimo da usare. Lo hanno inventato Adam James Cavallari, nato in Inghilterra nell’82 ma in Italia dall’86 e  Andrea Alessandri di Jesi classe 1980, entrambi con studi al Politecnico. Alla Maker Fair presentano Giomax bPhone U10proogettato per la sicurezza dei bambini e per la tranquillità dei loro genitori. Un telefonino studiato e certificato per bambini di età dai 3 anni in su: piccolo, leggero, robusto e colorato ma soprattutto con funzionalità dedicate studiate con cura: il dispositivo permette di ricevere chiamate ed effettuarle a tre numeri pre-impostati dai genitori oltre a un numero di emergenza, utilizzando grandi tasti che, attraverso forme e colori, sono comprensibili anche in età prescolare; Sotto il suo guscio simpatico e colorato, bPhone U10 racchiude un efficiente sistema di localizzazione basato sulle tecnologie LBS e GPS: per un numero abilitato, quello del genitore o di un familiare, basterà inviare un SMS con scritto “trova” per attivare il localizzatore del telefonino che a sua volta risponderà con un SMS nel quale indicherà la sua posizione ( Si riceverà un link che rimanda a Google maps). Le limitate funzionalità sono frutto di una specifica scelta e rendono il bPhone U10 uno strumento importante con il quale i genitori possono educare i propri figli ad un corretto uso della comunicazione, rendendoli autonomi e coscienti in vista dell’uso futuro di dispositivi più complessi come i più moderni smartphone.” [Fonte: Ansa.it] I bambini di tre anni hanno davvero bisogno di imparare la comunicazione telefonica e non quella umana? i bambini di 3 anni si troveranno mai da soli in situazioni tali da richiedere l’aiuto di un adulto tramite il cellulare? Perché se la risposta è affermativa il problema non si risolve dando lo strumento al bambino, ma ponendosi più di qualche domanda sulle capacità educative dei genitori.

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