Celebrazioni per la Madonna di Loreto, Padrona dell’Aeronautica Militare

Messa

Nella Cattedrale di San Marco in Latina il 12 dicembre è stata celebrata la Santa Messa in onore della Madonna di Loreto, patrona dell’Aeronautica Militare e di tutti gli aviatori. La funzione liturgica, organizzata dalla 4ª Brigata Telecomunicazioni e Sistemi per la Difesa Aerea e l’Assistenza al Volo e dal 70° Stormo, è stata officiata dal Vescovo di Latina, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Mariano Crociata. Alla giornata commemorativa della Beata Vergine Lauretana, oltre ad un’ampia rappresentanza del personale dei due Enti del presidio pontino, comandati dal Generale di Brigata Vincenzo Falzarano per la 4ª Brigata e dal Colonnello Luca Vitali per il 70° Stormo, hanno partecipato Capo Gabinetto della Prefettura di Latina Dottoressa Monica Perna, il Questore Dottor Carmine Belfiore, le principali autorità militari e le Associazioni Combattentistiche e d’Arma del capoluogo. Presenti alla cerimonia, anche i comandanti dei Reparti Tecnici Telecomunicazioni di Milano e Bari, delle Squadriglie Radar Remote e del Centro Tecnico per la Meteorologia di Vigna di Valle dipendenti dalla 4ª Brigata. Al termine della funzione religiosa, il Generale Falzarano dopo aver rivolto un commosso pensiero al Capitano Gabriele Orlandi e al Sergente Maggiore Mirko Rossideceduti nell’assolvimento dei loro doveri, ha ringraziato tutti i presenti ed in particolar modo “…le donne e gli uomini che operano negli enti del presidio aeronautico di Latina per la grande professionalità, la dedizione e lo spirito di servizio con cui operano ogni giorno per la salvaguardia della istituzioni e della patria…sotto l’ala protettrice della Madonna di Loreto che, con la sua infinita bontà, ci guida nel nostro operato e diffonde la sua protezione celeste su tutti noi e sulle nostre famiglie…”. Ma ecco l’Omelia completa del presule di Latina:

“Riscopriamo con gratitudine, in circostanze come questa, il valore del celebrare. Fa parte della struttura dell’essere umano nel suo vivere associato, fermarsi e condensare nella forma del rito l’espressione del sentire più profondo che anima l’esistenza quotidiana. La festa della Beata Maria Vergine di Loreto, patrona dell’Aeronautica Militare, si incarica di offrire una simile opportunità a quanti svolgono in essa il loro servizio e il loro lavoro. Un servizio e un lavoro particolari, che noi auspichiamo servano sempre, insieme a quelli delle altre forze armate, alla tutela dell’ordine e della pace. Questo mi sembra, infatti, il compito desiderabile: essere preparati all’uso delle armi, nella speranza che non si creino mai le circostanze che rendano necessario il ricorso ad esse. Con questo spirito ricordiamo quanti sono caduti svolgendo il loro compito nell’Aeronautica militare e preghiamo per quelli che in essa sono al momento attivi. E con lo stesso spirito non ci stanchiamo di elevare la nostra preghiera perché le attuali circostanze politiche e sociali internazionali non degenerino in conflitto aperti, ma trovino soluzioni pacifiche.

Anche per voi, uomini e donne dell’Aeronautica, c’è una quotidianità fatta dei lavori più diversi, tutti convergenti nello scopo di tenere efficienti e operose persone e strutture. Ci chiediamo – e la domanda vale, a somiglianza di condizioni, un po’ per tutti –: di che cosa riempiamo la mente, il cuore, la coscienza nel ritmo ordinario delle nostre giornate? Senza dubbio, direte, di ciò che i nostri compiti richiedono di attenzione e di occupazione. E certamente deve essere così. Sappiamo bene però che il nostro cuore non si appaga di fare, e fare bene, quanto ci è chiesto. Abbiamo bisogno di motivi, di interessi, di desideri per fare il nostro lavoro, anche appassionandoci ad esso e alla finalità a cui serve e, in tal modo, portare avanti la nostra vita. Il segno di tale ordinato dinamismo umano è la gioia che alimenta, come una piccola sorgente, lo scorrere delle giornate. Che cosa ci dà gioia e spinge in avanti il nostro movimento vitale?

Un aspetto tutt’altro che trascurabile su cui fa riflettere la Madonna di Loreto e, in particolare, la pagina evangelica dell’annunciazione è proprio questo: il sentimento dominante, l’atteggiamento di fondo che traspare dalla figura di Maria nell’essere raggiunta dalla visita divina. Maria è una ragazza orientata a Dio, colta da Lui in una condizione e in un momento di ordinaria quotidianità. Questo invita a riflettere sul fatto che adesso ci troviamo in chiesa e, così facendo, siamo portati a pensare che solo in un luogo sacro come questo riusciamo ad elevarci a Dio e ad essere raggiunti da Lui. La verità è, invece, che Dio non abita esclusivamente uno spazio sacro, perché il suo tempio è l’intera creazione e soprattutto il cuore dell’uomo. L’ambito che Dio ama abitare non è lo spazio del tempio ma il tempo della storia. Perciò Egli raggiunge Maria – come tanti altri personaggi della storia sacra – nel bel mezzo del suo affaccendarsi casalingo, come ogni buona ragazza e donna del suo tempo. È lì che Dio va incontro a Maria, ed è lì che ella si mostra attenta e pronta a riconoscere l’inviato di Dio, ad accoglierne l’annuncio e a dire il suo sì alla chiamata straordinaria che Egli le rivolge di diventare la madre del Signore.

Anche noi siamo raggiunti da Dio nel nostro vivere quotidiano. Lì dobbiamo renderci attenti; lì imparare a tessere le nostre opere e a intrecciare i nostri pensieri e i nostri sentimenti in modo tale da diventare pronti alla chiamata, pronti a dire il nostro sì a quanto giorno per giorno ci viene chiesto, e a volte anche, secondo casi e circostanze, a prendere decisioni importanti su di noi e sugli altri.

Chiediamo al Signore, per intercessione di Maria Vergine di Loreto, di imparare a vivere con questo senso di interiorità e di gioia la nostra onesta operosa quotidianità, per rendere le nostre persone, i nostri ambienti, le nostre giornate e la nostra storia luoghi della visita e della presenza di Dio per tutti.”

Al termine della celebrazione si è letta la Preghiera dell’Aviatore:

Preghiera dell’Aviatore Dio di potenza e di gloria che doni l’arcobaleno ai nostri cieli noi saliamo nella Tua luce per cantare, con il rombo dei nostri motori la Tua gloria e la nostra passione . Noi siamo uomini ma saliamo verso di Te dimentichi del peso della nostra carne purificati dei nostri peccati. Tu, Dio, dacci le ali delle aquile, lo sguardo delle aquile, l’artiglio delle aquile, per portare, ovunque Tu doni la luce, l’amore, la bandiera, la gloria d’Italia e di Roma . Fa, nella pace, dei nostri voli il volo più ardito: fa, nella guerra, della nostra forza la Tua forza, o Signore, perchè nessuna ombra sfiori la nostra terra. E sii con noi, come noi siamo con Te, per sempre

 

 

 

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