La mostra su Sebastiano Conca a Gaeta
La mostra su Sebastiano Conca a Gaeta

Si è conclusa la mostra celebrativa allestita al Museo del Centro Storico Culturale in Via Annunziata in Gaeta dal titolo “Sebastiano Conca – Dipinti, disegni, incisioni e documenti”, che per due mesi interi chi ha avuto la fortuna di visitarla ha potuto apprezzare sicuramente di buon grado la tecnica pittorica di uno dei più illustri figli di questa città attraverso il gioco dei colori che trasfigura i personaggi che lo stesso rappresentava come soggetti. La tecnica delle incisioni esposte era veramente di ottima qualità, tenendo presente l’evoluzione delle tecniche della stampa che stava facendo progressi in tutta Europa, e non a caso l’Enciclopedia francese di Diderot e di D’Alembert aveva le stesse tecniche figurative. Lo sfondo veniva arricchito di musiche del barocco, ma una cosa bisogna dire: l’allestimento è stato veramente al sopra delle aspettative. Forse i soggetti, per lo più religiosi, potevano non piacere a tutti, ma si evince nell’animo della sensibilità artistica del pittore gaetano, uno dei più illustri dei pittori del tardo barocco settecentesco una figura di primo piano, perché i vari commettenti dell’epoca apprezzavano la sua arte chiamandolo per vari lavori.

Ma chi era Sebastiano Conca? Nato a Gaeta l’8 gennaio del 1680 da Erasmo Antonio e da Caterina de Iorio, decideva di trasferirsi a Roma all’età di 27 anni dopo aver vissuto per qualche anno all’Abbazia di Montecassino per perfezionare la tecnica pittorica da parte del maestro Francesco Solimena. Dopo essersi dedicato allo studio degli antichi ed affascinato dalla tecnica del Maratta e dagli esempi illustri dei classici del cinquecento romano, passava sotto la protezione del cardinale Ottoboni, suo mecenate, che gli aveva consentito di aprire il suo studio nel palazzo di piazza Navona. Divine anche membro dell’Accademia di San Luca nel 1718 e nello stesso anno riceve l’incarico di dipingere il Profeta Geremia da parte dell’allora pontefice Clemente XI nella Basilica di san Giovanni in Laterano. Nominato cavaliere dell’ sperone d’oro e più volte principe dell’Accademia di san Luca, si impegnava per raggiungere una posizione di preminenza nella città dei Papi divenendo specialista di tutto ciò che era nuovo nella tecnica pittorica del tempo. Nella sua lunga permanenza romana divine quindi uno dei più affermati pittori ricevendo commesse sia dallo Stato sabaudo, sia incaricato di dipingere nelle varie chiese dell’Italia centrale e in particolare si ricorda il celebre dipinto nella chiesa si Santa Cecilia in Trastevere L’incoronazione di Santa Cecilia del 1728 . Rientrato in patria nel pieno della sua maturità artistica, venne incaricato dal reame borbonico di prestigiose committenze come il soffitto di santa Chiara in Napoli nel 1753, cappella palatina, e nella reggia di Caserta nel 1756 -58. Conca continuava nella tradizione del Maratta accostando colori iridati e traslucidi con figure sempre più sfumate. Moriva il 1° settembre del 1764 nella sua adorata Gaeta carico di onori e di gloria e veniva seppellito nella Chiesa di san Francesco.

Dicevamo prima di quadri bellissimi, ma significativi sono stati i documenti dell’epoca esposti per rituffarsi nel passato di 250 anni fa. Tra questi citiamo l’Atto di morte conservato nell’archivio capitolare della cattedrale di Gaeta, un documento dell’Archivio Storico del Comune di Gaeta del 1749 dove “ I giudici di Gaeta autorizza un monizionere Salvatore Aprile a pagare 50 ducati al procuratore di Sebastiano Conca, Erasmo Leboffe, a titolo di rimborso spese per l’esecuzione del quadro dei Santi Erasmo e Marciano da collocarsi nella sala del Consiglio Comunale”. E ancora un altro documento conservato nell’archivio della Congrega del SS. Rosario dove”al pittore Sebastiano Conca vengono corrisposti cento ducati a titolo di rimborso per il quadro della Madonna del Rosario”. Ed infine un documento tratto dall’antico Catasto Onciario della città di Gaeta dive “Remigio Conca , capofamiglia abitante in una casa di più vani sita nel luogo detto le Fonti confinanti colle Regie Muraglie e via publica (attuale piazza Conca) dichiara di avere nel proprio nucleo familiare anche il fratello Sebastiano, illustre pittore di anni 77”. Un tuffo nella storia sicuramente molto gradito da tutti i visitatori, sperando di averne presto un’altra da parte del Museo.

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