wikiSolo chi ha un po’ più di anni può ricordare l’esistenza delle enciclopedie o, al massimo, i più giovai possono averne visto qualche rara esemplare sulle mensole di casa propria con lo scopo di arredare e riempire uno spazio. Eppure c’è stato un tempo in cui esse erano alla moda, in cui si vendevano a rate, in cui si pensava che per studiare e fare ricerche fossero necessarie. Poi è arrivata la digitalizzazione, il computer e infine il web. Prima i cd tipo Encarta, poi i motori di ricerca e Wikipedia, la biblioteca online per eccellenza. Eppure c’è chi sta tentando di applicare il processo inverso: rendere Wikipedia un’enciclopedia cartacea. Pare non si tratti di una bufala, c’è l’account Twitter nel quale vengono regolarmente annunciate e pubblicati i link per acquistare i volumi che man mano vengono stampati. L’idea è venuta ad un’artista di New York che dal 2009 sta procedendo in questa impresa. Si calcola che i volumi saranno 7600, di cui 36 di essi conterranno solamente i nomi dei quasi otto milioni di autori. Più che un’impresa pare una follia. Già in questi ultimi sei anni molte cose sono cambiate e quanto stampato sui primi volumi può essere stato smentito o superato, specie se si considera le molte notizie false che su Wikipedia hanno diritto di cittadinanza. La velocità dell’informazione è micidiale e per un’enciclopedia non è più pensabile una serie di tomi fisici. È altrettanto vero che la carta stampata è più sicura, in termini di longevità, del digitale, ma quest’opera è vecchia nel momento stesso in cui viene stampata. Forse vuole essere un’opera d’arte, una provocazione. Ma i 72.87€ (IVA esclusa) a volume lasciano pensare ad altro tipo di operazioni.

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