CasaPound Sud Pontino polemizza con l’Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi di Gaeta

Palazzo arcivescovile di Gaeta

CasaPound non ci sta: è immediatamente intervenuta appena è stata pubblicata la notizia dell’intervento dell’Uffici Migrantes dell’Arcidiocesi di Gaeta che ha espresso numerose perplessità sul decreto sicurezza del governo Conte. Infatti dopo il comunicato stampa dell’ufficio Migrantes, che fa capo all’arcidiocesi di Gaeta, in cui si esprimono forti critiche politiche al Decreto Sicurezza del Ministro Salvini e si fa appello ai cristiani di “accogliere immigrati”, Casa Pound di Gaeta con il suo Portavoce Mauro Pecchia interviene per commentare l’incursione “politica” della curia Gaetana: “Da alcuni dati forniti dalla CEI (Conferenza Episcopale) su 23.201 immigrati che risultano nelle strutture religiose, solo 4.929 sono accolti e mangiano grazie a fondi ecclesiastici e donazioni dei fedeli, per i restanti 18.272 (il 79%) la Chiesa li accoglie sì, ma usando i soldi pubblici, dello Stato, soldi nostri. Quanti soldi pubblici gestisce la Chiesa per l’accoglienza degli immigrati? Secondo lo scorso Def (Documento di economia e finanza) la cifra ammonta a 1,8 miliardi dati alle confessioni religiose, principalmente alla Chiesa cattolica, per finanziare in questi ultimi anni l’accoglienza tramite il capitolo “Missione 27”. A fare terra bruciata di appalti sono proprio le diocesi e la Caritas, in 26 diverse prefetture tra cui anche quella di Latina, per un importo totale di ben oltre 30 milioni di euro l’anno che vengono redistribuiti appunto alle diocesi e alle proprie strutture tra cui proprio Migrantes, l’ufficio migrazioni della CEI. Leggendo questi numeri, viene da capire perché il Decreto Salvini non piaccia molto alla Arcidiocesi di Gaeta, ma la cosa che ci lascia più perplessi è questa netta presa di posizione politica fatta allo scoperto come si fosse un partito politico. Signori ricordatevi che rappresentate un ente religioso e che il potere temporale da tempo è finito in altre sfere, farebbe bene quindi l’Arcidiocesi a lasciar perdere Decreti, politica e soldi per dedicarsi alla carità cristiana povera che aiuta i poveri, specie gli italiani che sono in forte difficoltà. Capiamo bene che per gli italiani ridotti in stato di povertà, lo Stato non preveda nessun capitolo di bilancio che trasferisce milioni di euro a Chiesa e Cooperative, ma gli enti religiosi facciano gli enti religiosi e non i prestatori di accoglienza a pagamento, con i soldi dei cittadini tra le altre cose. Infine vogliamo anche noi invadere la sfera religiosa, ed alle parole di Papa Francesco scritte nel comunicato dalla Arcidiocesi, vogliamo rispondere con quelle di Papa Giovanni Paolo I, Albino Luciani: “So benissimo che non sarò io a cambiare le regole codificate da secoli, ma la Chiesa non deve avere potere né possedere ricchezze. Io voglio essere il padre, l’amico, il fratello, che va pellegrino e missionario a trovare tutti, che viene a portare la pace, a confermare figli e fratelli nella fede, a chiedere giustizia, a difendere i deboli, abbracciare i poveri, i perseguitati, a confortare i carcerati, gli esuli, i senza patria e gli ammalati.”

 

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