Tribunale

I militanti di CasaPound Latina sono rimasti molto sorpresi ad apprendere che è stato liberato uno spacciatore tunisino processato per direttissima il 24 giugno dal giudice monocratico che lo ha processato nel Tribunale di Latina. Per questo hanno scritto una nota inviata alla stampa per protestare contro questa sentenza che per loro è stata considerata ingiusta, contro il primo cittadino Coletta: ““Nascondeva droga negli slip: 42enne arrestato dalla Polizia ma subito liberato dal giudice”: questo è il titolo della notizia “politically corect”. La notizia “simply correct” invece è la seguente: la “zona calda” è sempre la stessa, le case popolari del quartiere Nicolosi e le vicine nuove autolinee. Qui, nel pomeriggio del 24 giugno, durante un mirato servizio di controllo, la Squadra Volante ha sorpreso un uomo che, alla vista della pattuglia, ha tentato di nascondersi dietro un cespuglio: questo ha ovviamente insospettito gli agenti che hanno proceduto alla sua identificazione e poi, visti i suoi segni di insofferenza, a perquisirlo. E’ così emerso che H. J., tunisino, occultava nelle mutande 50 dosi di eroina confezionate in cellophan, per un totale di 12 grammi, ed è stato pertanto tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio e, come stabilito dal Procuratore, tradotto in Questura in attesa del processo per direttissima. Ma il lavoro della Polizia è stato vanificato: nonostante la richiesta del p.m. di 8 mesi di reclusione, il giudice ha accolto la tesi dell’avvocato difensore, basata sul fatto che il nordafricano non avesse con sé denaro, e pertanto tutte le dosi erano da considerare per uso personale. Né l’avvocato né il giudice hanno comunque spiegato come il pusher, che è stato rimesso immediatamente in libertà, potesse avere già i soldi prima di aver spacciato. Purtroppo la cronaca nazionale registra quotidianamente analoghi episodi. Il fenomeno dell’immigrazione, da sempre fuori controllo, ha gioco facile con persone giunte in Italia senza alcuna prospettiva di un futuro dignitoso, benché le cooperative di accoglienza abbiano percepito cospicui finanziamenti per l’inserimento sociale dei cosiddetti rifugiati. Con le sue lacrime la ministra dell’agricoltura ha ottenuto la sanatoria per 600mila clandestini, ma la sua proposta di impiegarli a basso costo nel lavoro stagionale dei campi, ha visto appena 9.500 risposte. Nel nostro capoluogo, l’inaccettabile degrado edilizio di un insediamento di fondazione, abbinato alla vicinanza di un luogo di grande traffico di passaggio,  rende la zona ideale per gli affari illegali di certi malviventi e trova anche sponda nel buonismo miope di talune figure istituzionali. Nonostante il sindaco Coletta abbia in passato minimizzato il problema parlando di “percezione”, numerose volte CasaPound Latina ha segnalato la criticità sociale della zona, organizzando sfilate di sensibilizzazione della cittadinanza, eventi di solidarietà nei confronti dei residenti e specifici sopralluoghi seguiti da comunicati stampa sempre documentati video-fotograficamente.”

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