Cani, ospedali e matrimoni gay

Una notizia sconvolgente: “Adesso gli animali entrano anche nell’ospedale San Paolo di Savona per “curare” il padrone ricoverato. La vicenda è accaduta di recente, con una cagnolina che ha potuto visitare la persona che più ama. Momenti toccanti, in grado di restituire al paziente quel calore domestico andato momentaneamente perduto, nonché di regalare un momento di sollievo all’animale che, di fatto, non aveva più visto dal momento del ricovero il suo migliore amico.  E’ il primo risultato di un lungo lavoro propositivo intrapreso da circa 4 anni dai volontari della Protezione Animali savonese, che avevano inviato alla direzione dell’ASL 2 la richiesta con una bozza di regolamento che era stata distribuita per commenti ai responsabili dei vari reparti ospedalieri.” [intelligonews.it] Perché sconvolgente? Perché per permettere agli animali di entrare negli ospedali a visitare i propri padroni non è servito il riconoscimento del matrimonio tra uomo e animale. L’ennesima dimostrazione di come determinata propaganda (perché di questo di parla) gay-friendly sia, appunto, solo propaganda e non miri realmente all’ottenimento di quanto blatera. Perché per ottenere ciò che blatera, ad esempio la possibilità di permettere a un convivente omosessuale di visitare il proprio compagno ricoverato, non serve emanare una legge che definisca matrimonio le unioni omosessuali, ma basta fare – come fatto nel caso in questione – un regolamento relativo al funzionamento degli ospedali. Ma con le ideologie non si può ragionare.

Articoli Correlati

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *