Cancellati i profili Facebook di CasaPound: il commento di CasaPound Latina

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Veramente una mano pesante sui profili Facebook di CasaPound e anche di Forza Nuova che sono stati cancellati nella giornata del 9 settembre per la motivazione  di diffondere l’odio attraverso i social , per questo motivo i militanti di CasaPound hanno commentato in modo negativo questa operazione: ” Nella giornata di ieri tutte le nostre pagine sono state chiuse. I nostri post, i nostri comunicati, le discussioni da noi aperte e le situazioni da noi documentate sono andate perdute. Nel deserto digitale prodotto dalla più massiccia opera di censura dalla diffusione dei social network nel nostro Paese, è andata perduta anche l’illusione, se qualcuno l’avesse mai avuta, che la rete sia uno spazio libero e sostanzialmente distaccato dal mondo reale; la speranza, se qualcuno l’avesse mai nutrita, di poter disporre liberamente dei diritti che immense schiere di tutori della democrazia vanno raccontandoci quotidianamente.  Noi non apparteniamo a queste categorie: ben consci delle realtà sinistre che si annidano dietro la quasi totalità delle vie di comunicazione e avvezzi al confronto con chi farebbe carte false per farci scomparire dalla scena politica, non ci meravigliamo. Ancor meno ci stupisce che tutto ciò avvenga nel giorno in cui si insedia, o per meglio dire si insidia, il governo più antinazionale degli ultimi anni. Un governo che non nasce dalla solarità delle piazze o dalla trasparenza delle urne, ma dai sussurri di Palazzo e dalle strette di mano di nemici un tempo giurati. In questo squallido teatrino di maschere, burattini e traditori del popolo, siamo pure poco sorpresi dall’arroganza di una multinazionale che tappa la bocca a chi, regolarmente, corre alle elezioni, spingendosi a ritenere “inadeguato agli standard” perfino un simbolo che compare sulla scheda elettorale, accaparrandosi quindi un’autorità superiore a quella dello Stato e con il plauso di chi, più sui muri e sulle magliette che nella realtà, quelle multinazionali asserisce di combatterle. Essere stati il primo bersaglio di questa risacca antisovranista è una medaglia che ci appuntiamo al petto, seppur di fretta, per non togliere tempo da dedicare alla riapertura delle medesime pagine e ad un altro giorno da spendere in un mondo fatto di vie, strade, quartiere, piazze da cui nessuna censura potrà mai sperare di toglierci. Se non trovate la pagina, cercate la torre: è li che ci troverete.”

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