Blitz della Guardia di Finanza a Latina: 18 indagati

Conferenza stampa

E’ stato un lungo giorno quello che ha visto impegnati i finanzieri della Guardia di Finanza a Latina che hanno eseguito 18 misure cautelari per false fatturazioni. I provvedimenti sono arrivati in seguito ad attività di indagine eseguite dai militari del Nucleo Tributario delegate dalla Procura della Repubblica su un giro di false fatture per circa 90 milioni di euro relative a delle cooperative di facchinaggio. Sono coinvolti soggetti di Latina, Aprilia e Cisterna. Tra gli arrestati ci sono un imprenditore della provincia di Pavia, tre commercialisti e altrettanti consulenti del lavoro che gravitano tra Aprilia e Cisterna, un ispettore della Guardia di Finanza di Aprilia e un funzionario dell’Agenzia delle Entrate. Altre nove persone tra cui presidenti e soci di cooperative sono finite agli arresti domiciliari.  I militari del Comando Provinciale di Latina, coordinati dai Sostituti Procuratori Dott.ssa Luigia Spinelli e Dott. Giuseppe Bontempo, hanno concluso un’articolata indagine eseguendo, come da ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Latina Dott. Pierpaolo Bortone, 18 arresti e sequestrando beni per oltre 15 milioni di euro, nei confronti di un’organizzazione criminale, operante su scala internazionale, dedita alla commissione di una serie indeterminata di reati tributari e di reati contro la pubblica amministrazione. L’attività investigativa si è sviluppata attraverso acquisizioni e perquisizioni, audizioni di testimoni ed intercettazioni telefoniche ed ambientali, che hanno consentito di disvelare un articolato sistema di frode attuato mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, per un valore complessivo di oltre 90 milioni di euro. Gli approfondimenti, condotti unitamente dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Latina e dalla Tenenza di Aprilia, hanno permesso di scoprire un dedalo di società cooperative, riconducibili a un commercialista apriliano e a un imprenditore pavese, intestate a prestanome e destinate ad operare per pochi anni, utilizzate per la commissione di svariati reati tributari. Le investigazioni hanno inoltre consentito di arrestare sei commercialisti, che mettevano a disposizione del sistema criminoso le loro specifiche competenze professionali, per la contabilizzazione di costi derivanti da false fatture e per la certificazione dei crediti IVA derivanti dalle operazioni oggettivamente inesistenti. Crediti che venivano poi utilizzati per compensare la quasi totalità dei debiti di natura tributaria e previdenziale. Questi costi venivano bilanciati con ricavi derivanti, a loro volta, dall’emissione di false fatture di prestazione manodopera, per milioni di euro frodati all’Erario. Lo spregiudicato sistema ha consentito all’associazione di fornire manodopera a prezzi concorrenziali ai propri clienti – tra i quali una società milanese di recupero credito – e di generare ingenti fondi neri derivanti dalle imposte evase. Fondi che venivano trasferiti all’estero simulando l’acquisto di servizi presso società londinesi risultate riconducibili agli stessi indagati. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle pontine hanno stabilito che il sodalizio criminale, per raggiungere i propri scopi si avvaleva anche di due pubblici ufficiali corrotti. Le indagini condotte su tale filone hanno consentito l’individuazione di un insidioso sistema clientelare facente capo a tre commercialisti apriliani che sfruttavano illecitamente i loro contatti presso pubblici uffici per agevolare i loro clienti. La lotta alle frodi ed agli abusi è tra i fattori chiave per assicurare, in un’ottica di rigore ed equità, il recupero di risorse illecitamente sottratte all’Erario. In questa direzione va l’operazione “super job”, che attesta l’impegno del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina nel contrasto all’evasione e alle frodi fiscali, dalla parte dei cittadini e degli operatori economici onesti.

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