Carabinieri

C’è stato un blitz antidroga a Roma nella giornata del 10 giugno da parte dei carabinieri del comando provinciale di Roma che hanno dato esecuzione a 39 ordinanze di custodia cautelare, 31 in carcere, sette ai domiciliari e uno con obbligo di firma, su richiesta della Direzione distrettuale Antimafia di Roma. L’operazione ha toccato anche la provincia di Latina con l’arresto di un uomo di Priverno di 61 anni, Vittorio Palatta. I destinatari del provvedimento sono a vario titolo ritenuti responsabili di associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti, spaccio e detenzione in concorso. Come ha riportato Roma Today, al centro dell’attività investigativa, partita dai primi mesi del 2018, c’era la piazza di spaccio del quartiere di San Basilio. Le decine di arresti in flagranza di reato per spaccio di droga, in una delle più produttive piazze di spaccio capitoline, hanno permesso di ricostruire progressivamente e minuziosamente le dinamiche criminali di una porzione del territorio prepotentemente sottratta dalla criminalità ai cittadini del quartiere. Tra i mesi di febbraio 2018 e aprile 2019, sotto la guida della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Roma Montesacro hanno accertato l’attività criminale di un’associazione dedita al traffico, alla detenzione e allo spaccio di hashish, cocaina e marijuana, soprattutto in una particolare zona del quartiere San Basilio comunemente chiamata “Gli Orti”. I componenti del gruppo avevano infatti fissato  il centro dei propri affari in una zona rurale, dove era certamente più semplice nascondersi in caso di un intervento delle forze dell’ordine e che, al tempo stesso, avrebbe potuto garantire un “mercato” della droga sempre aperto e accessibile ai tossicodipendenti. La zona ricompresa tra il Grande Raccordo Anulare, Via Luigi Gigliotti, Piazza Aldo Bozzi, Via Alberto Enrico Folchi, Via Carlo Farina e via Salvatore Aldisio, era ormai diventata un sicuro epicentro di rifornimento della droga, per chiunque volesse acquistare cocaina, hashish e marijuana sia di giorno che di notte.  Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Montesacro hanno permesso di ricostruire il “modus operandi” dei componenti dell’associazione, che avevano una rigorosa suddivisione di ruoli e compiti e utilizzavano strumenti come i walkie-talkie (per garantirsi efficaci comunicazioni, utili all’immediata diramazione di ordini e disposizioni o a lanciare allarmi sulla presenza delle forze dell’ordine), bracieri che permettevano di distruggere lo stupefacente prima dell’intervento delle pattuglie, e un’auto attrezzata attrezzata con un “doppio fondo” che serviva a rifornire ciclicamente i pusher di turno. L’attività investigativa ha quindi rivelato la struttura dell’organizzazione, consentendo di identificare diverse figure che operavano nel gruppo criminale, come contabili addetti alla verifica degli incassi giornalieri, vedette con il compito di indirizzare gli assuntori e allertare sulla presenza delle autoradio, spacciatori al dettaglio incaricati di gestire direttamente la consegna di droga, nonché persone appositamente dedicate alla preparazione dei pasti per i sodali e all’acquisto della legna da ardere per mantenere accesi i bracieri. Vittorio Palatta, alias “Baffo”, originario di Priverno, aveva l’incarico di “contabile” del gruppo. E svolgeva questo compito mentre era agli arresti domiciliari per raccogliere e contabilizzare i proventi giornalieri dell’attività di spaccio al dettaglio, accantonare le somme destinate al sussidio di mantenimento per i componenti del gruppo arrestati e consegnare gli stipendi a chi svolgeva mansioni di particolare rilievo. Durante l’attività d’indagine, sono state arrestate in flagranza 20 persone, con segnalazione alla Prefettura di 67 soggetti quali assuntori di sostanze stupefacenti e il sequestro complessivo di grammi 47 di hashish, grammi 279 di cocaina, grammi 6172 di marijuana e la somma contante di 102.065 euro, costituente il provento dell’attività di spaccio. Nel corso delle fasi operative dell’esecuzione delle ordinanze, a casa di colui che è ritenuto l’organizzatore del sodalizio, i carabinieri hanno rinvenuto 5000 euro in contanti e orologi di pregio per un valore stimato di circa 117.000 euro.

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