Berlusconi e Li

Che cosa è successo veramente nella compravendita del Milan? Questa compravendita, il passaggio del Milan per 740 milioni di euro, è ufficialmente sotto indagine della Magistratura. Altro che olgettine per il presidente di Forza Italia, questa è una cosa più seria. Infatti l’inchiesta, cominciata in modo riservato ma che comincia a trapelare sugli organi di informazione, è guidata dal Pm Fabio De Pasquale. Se si dovesse configurare il reato di riciclaggio, per il Berlusconi rinato alla politica e leader del centrodestra in corsa per le elezioni del 4 marzo sarebbero ancora guai. Infatti dopo la vendita della società calcistica rossonera alla cordata cinese, i sospetti sulla provenienza dei 740 milioni si erano moltiplicati, mettendo in moto la Procura di Milano nonostante la lettera presentata la scorsa estate da Niccol Ghedini, avvocato di Berlusconi, in cui si rivendicava la regolarità della cessione. Tra i primi dettagli che cominciano ad emergere, ci sarebbe il passaggio dei soldi attraverso Hong Kong che ha allertato il Pm De Pasquale. Considerando che si veniva da una serie di trattative piuttosto travagliate per l’acquisto del Milan, poi fallite. Prima dei cinesi, si era fatto avanti il thailandese Bee Taechaubo (detto Mr.Bee) che aveva offerto 960 milioni per comprarsi il Milan. Incontri, mediazioni, prime dichiarazioni stampa e foto con Berlusconi si risolsero in un nulla di fatto, con la finanziaria ticinese Tax &Finance che era coinvolta nelle trattative, che è finita nei guai per frode fiscale. A seguire, ecco l’arrivo di Yonghong Li, misterioso imprenditore cinese di cui nessuno, neanche all’estero, è riuscito a definire del tutto la figura. La sua società Guizhou Fuquan Group non sarebbe poi così importante e non risulta tra gli uomini d’affari di spicco in Cina. Le indagini stabiliranno chi era e se i soldi usati per comprare il Milan fossero davvero i suoi o di Berlusconi, che mirava a riprenderseli dopo una serie di passaggi poco chiari. Se così fosse il centrosinistra avrebbe di nuovo una arma da usare contro il leader di Forza Italia. Ma a quanto pare nelle ultime ore ci siano state delle smentite ufficiali da parte della procura di Milano con tanto di presentazione di documenti bancari regolari, quindi questa presunta indagine non avrebbe senso e rientrerebbe nella cosiddetta casistica delle fake news o in italiano “bufale”. Vedremo se tutto verrà archiviato oppure no nei prossimi giorni.

 

 

 

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