Bambini, cuccioli e mamme

MonicaCirinnaLa pagina Facebook de La Manif Pour Tous Italia riporta quanto segue: “Quando Monica Cirinnà era consigliera comunale a Roma, delegata per i diritti degli animali, fece approvare un regolamento che all’articolo 8, comma 6, afferma”, in merito al maltrattamento degli animali “è vietato separare i cuccioli di cani e gatti dalla madre prima dei 60 giorni di vita se non per gravi motivazioni certificate da un medico veterinario”. Monica Cirinnà è la senatrice del PD che ha dato il nome, e si prodiga in questa battaglia ideologica, al ddl sulle unioni civili. Questo: “estende alle unioni civili la cosiddetta stepchild adoption, ossia l’adozione del bambino che vive in una coppia dello stesso sesso, ma che è figlio biologico di uno solo dei due, prevista dall’articolo 44 della legge sulle adozioni.” [ilmessaggero.it] Tutta la campagna mediatica in favore dell’adozione alle coppie omosessuali, che passa dal riconoscimento delle unioni civili o dell’estensione del matrimonio, si fonda sulla questione della genitorialità. Così come l’ideologia di genere sostiene che il sesso è frutto dell’educazione e non un fatto biologico, così essere genitori non è una questione di madre e padre, quindi donna e uomo. Così che genitori possono esserlo anche due uomini o due donne. Ci si dovrebbe interrogare, innanzitutto, perché debba poi sussistere la discriminazione alle “famiglie” di tre, quattro o più “genitori”; ma quello che colpisce è che per gli animali i concetti di ‘madre’ e ‘padre’ sono ancora validi, per gli uomini no. Che sia anche questo razzismo verso gli animali? Così come non si capisce perché un cucciolo di cane o di gatto non possa essere separato dalla madre, ma un bambino sì. Forse ci dovrebbero spiegare prima questo, senza troppi giri di parole, anche solo per capire con chi abbiamo a che fare.

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