Corden Pharma

E’ stata avviata dalla Corden Pharma la procedura di licenziamento collettivo che nella giornata del 29 luglio è stata formalmente notificata alle organizzazioni sindacali territoriali. La procedura riguarda 82 lavoratori con diverse professionalità, 7 dei quali appartengono alla piattaforma ecologica, mentre nei giorni precedenti il numero era di 120 dipendenti. Ha spiegato la Femca Cisl attraverso una nota: “La sospensione della cassa integrazione straordinaria per effetto della Cigo con causale Covid 19 di questi mesi ha sospeso nel limbo una trattativa molto lunga che ha radici profonde, e ad oggi, benché il quadro normativo vigente offriva all’azienda un’ulteriore possibilità di allungare la cassa integrazione di altre 9 settimane, la decisione è stata comunque di procedere con i licenziamenti. Le motivazioni date al tavolo sono state diverse ma principalmente è emersa l’impossibilità di continuare a sostenere oltre dei costi per il sito che rischierebbero di mettere in discussione la tenuta del piano concordatario a discapito, a quel punto, dell’intera forza lavoro”. Ha dichiarato Elisa Bandini segretario generale della Femca Cisl di Latina: “Stiamo attraversando questa fase delicata con grande senso di responsabilità, infatti prima di pronunciarci sui numeri abbiamo atteso di ricevere formalmente la procedura ed abbiamo evitato di lasciarci andare a proclami o ad inutili illazioni di varia natura, in quanto concentriamo il nostro lavoro nell’impegno ai tavoli negoziali senza cercare colpevoli o perorando strane teorie che rischiano solo di confondere le maestranze. Sapevamo da tempo che l’impatto sarebbe stato importante e che l’appuntamento con questa complessa vertenza era solo rimandato a causa dell’emergenza sanitaria in corso; la Corden sorge nel cuore del nostro territorio e per anni ha dato lavoro e ricchezza alla nostra comunità ed è dovere nostro, come parti sociali, delle Istituzioni e della stessa Corden, condividere in tutte le sedi opportune i giusti percorsi per tutelare al massimo i livelli occupazionali e nello stesso tempo perseguire la sostenibilità del sito”. La situazione attuale è più complessa rispetto al passato, perché sebbene l’azienda ha ottenuto l’omologa del concordato e ha scongiurato il fallimento, l’emergenza sanitaria ed il conseguenziale allungamento della cassa integrazione ha ulteriormente aggravato la situazione finanziaria della società la quale ribatte questo trend negativo confermando che si tratta di esuberi strutturali. Ha dichiarato Elisa Bandini: “Come parti sociali in passato, per tutelare l’occupazione abbiamo lasciato al tavolo pezzi di salario importanti frutto di anni di duro lavoro ed ora sarà necessario proseguire il dialogo per arrivare a porre le condizioni migliori per condurre quest’azienda finalmente nella condizione di proseguire il cammino di sviluppo che tutti ci aspettiamo la trattativa è appena ripresa e ci aspettiamo che venga definita non solo la situazione del costo del lavoro e dunque la gestione degli esuberi, ma anche una strategia chiara per mantenere l’attività produttiva”. 

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