Mons. Christian Carlassare

Un missionario italiano, nominato da poco vescovo della diocesi di Rumbek nel Sud- Sudan, è stato coinvolto in un attentato ai suoi danni, colpito con armi da fuoco alle gambe. Si tratta di Mons. Christian Carlassare, missionario comboniano, nominato vescovo da papa Francesco l’8 marzo e in attesa per maggio di ricevere l’ordinazione episcopale. Nativo di Schio, Carlassare è cresciuto nella cittadina di Piovene Rocchette (Diocesi di Padova). Entrato nella congregazione dei Missionari Comboniani, è stato destinato in Africa nel 2005, nello stato più giovane costituito al mondo, ossia il Sud Sudan, nato dalla scissione con il Sudan dopo una dolorosa guerra civile durata anni. Il sacerdote veneto si è occupato prevalentemente di pastorale giovanile ed è stato responsabile della formazione dei giovani seminaristi della congregazione fondata da San Daniele Comboni, fondatore dei religiosi originari di Verona nel XIX secolo. Nel giugno del 2020 è stato nominato Vicario generale della diocesi di Rumbek, ed è stato eletto da circa un mese dal Santo Padre come successore alla cattedra episcopale della diocesi africana prendendo il posto di un altro vescovo italiano, mons. Cesare Mazzolari, morto nel 2011. Un attentato di cui le autorità sud sudanesi stanno vagliando il movente.  Sta di fatto che il sacerdote italiano, nella notte tra il 25 e il 26 aprile, è stato avvicinato da due persone armate, le quali sono entrate furtivamente nell’abitazione del futuro presule ed hanno esploso numerosi colpi di arma da fuoco, sparando ripetutamente sulle gambe. Nonostate sia stato ferito, è riuscito a chiedere aiuto, ed è stato soccorso prontamente da un medico anestesista, la dottoressa Ottavia Minervini, anche lei missionaria. Dopo che gli sono state prestate le prime cure, Mons. Carlassare è stato trasferito prima nella cittadina di Juba e successivamente nella capitale del Kenya Nairobi. Il missionario, una volta che è ritornato cosciente, ha subito informato della situazione sia il superiore generale della sua congregazione, sia la Santa Sede. L’agenzia missionaria Fides ha sostenuto che questo attentato è da mettere in correlazione sulla sua nomina vescovile, probabilmente non accettata da qualche elemento ostile all’azione missionaria della chiesa in quella regione: “Padre Christian è stato picchiato, insieme alla suora che era con lui, poi gli hanno sparato quattro proiettili alle gambe. Stando alle prime notizie l’attentato era pianificato pare per spaventarlo in modo che non venga consacrato vescovo”.  Le autorità, intanto, hanno messo agli arresti 24 persone ritenute coinvolte in questo fatto increscioso. Solidarietà è stata espressa anche dal vescovo della diocesi di Padova, mons. Carlo Cipolla, che è rimasto profondamente scosso dalla terribile notizia: “La notizia mi ha raggiunto stamane, sono profondamente scosso e colpito da questo grave atto nei confronti di mons. Carlassare. Esprimo a nome mio personale e di tutta la Chiesa padovana vicinanza a padre Christian, ai suoi genitori Marcellina e Pierantonio con cui ho parlato non appena appresa la notizia, ma anche alla comunità di Piovene Rocchette dove padre Christian è molto amato e conosciuto”.

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